Bitcoin torna a muoversi attorno ai 64.000-64.700 dollari, un livello che segna ancora un distacco di circa il 48% dal massimo storico di 126.080 dollari toccato in ottobre 2025. Ma secondo l’asset manager VanEck, questa correzione durata quasi 11 mesi potrebbe essere vicina al capolinea. Nel suo report più recente, la società segnala che 8 dei 12 indicatori del proprio “Bitcoin Capitulation Check” sono attualmente attivi, un segnale che secondo gli analisti indica come il mercato si trovi già in una fase di capitolazione o stia entrando in una fase di accumulazione. È lo scenario che alimenta oggi le discussioni su una possibile fine del calo di Bitcoin.
Summary
Punti chiave
- VanEck segnala che 8 dei 12 indicatori di capitolazione sono attivi e tutti e 12 sono entrati nella zona di capitolazione negli ultimi tre mesi.
- I long-term holder hanno perso 356.000 BTC in 30 giorni, scendendo a 11,84 milioni di BTC detenuti, sotto il 60% dell’offerta circolante per la prima volta da mesi.
- Bitcoin resta in un range compresso tra 58.000 e 66.500 dollari da inizio giugno, con il prezzo relativamente stabile nonostante le vendite.
- Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato quasi 300 milioni di dollari di afflussi netti lunedì, il dato migliore da maggio.
- Il ciclo quadriennale storico (picchi nel 2017, 2021 e 2025) suggerisce un nuovo massimo attorno al 2029.
VanEck: il calo di Bitcoin si avvicina alla fine
Gli analisti di VanEck, tra cui il senior investment analyst Patrick Bush e il responsabile della ricerca sugli asset digitali Matthew Sigel, scrivono che le letture attuali suggeriscono come il mercato abbia già vissuto quella che appare come una capitolazione di prezzo, trovandosi ora vicino o dentro una fase di accumulazione. Il dato storico aiuta a inquadrare il momento: le tre precedenti fasi ribassiste di Bitcoin sono durate in media 12,7 mesi dal picco al massimo drawdown. Con Bitcoin ora all’11° mese dal picco di inizio ottobre, la finestra di transizione verso l’accumulazione, secondo i cicli storici, si collocherebbe tra settembre e novembre.
Capitolazione e vendite dei long-term holder
Un dettaglio che rafforza la lettura di VanEck riguarda il comportamento dei detentori di lungo periodo. La quota di Bitcoin detenuta da oltre un anno è scesa di circa 356.000 BTC nell’ultimo mese, portando il totale a 11,84 milioni di BTC e facendo scendere la quota dei long-term holder sotto il 60% dell’offerta circolante per la prima volta da mesi. Nonostante queste vendite, il prezzo dell’asset è rimasto relativamente stabile, oscillando in un intervallo ristretto tra i 58.000 e i 66.500 dollari da inizio giugno. Per VanEck questa combinazione, vendite consistenti senza un crollo di prezzo, è tipicamente un segnale che il mercato sta assorbendo la pressione di vendita piuttosto che entrare in una nuova fase di panico.
La società, tuttavia, mette in guardia dal leggere questi segnali come indicazioni di acquisto a breve termine: periodi storici con 8-12 indicatori attivi hanno prodotto rendimenti medi a 90 e 180 giorni inferiori alla media di riferimento. VanEck aggiunge comunque di aspettarsi “un minimo meno profondo in questo ciclo”, citando la presenza degli ETF spot su Bitcoin, una base di detentori istituzionali più ampia e l’assenza di fallimenti diffusi di exchange e lender crypto come quelli visti con FTX, Celsius e Terra Luna, che avevano amplificato le discese precedenti.
Il ciclo quadriennale di Bitcoin e il massimo di ottobre 2025
La correzione in corso arriva dopo che Bitcoin ha toccato il nuovo massimo storico di 126.080 dollari in ottobre 2025, prima di ritracciare per effetto di un mix di incertezza macroeconomica e tensioni geopolitiche che hanno spinto gli investitori verso asset ritenuti più sicuri, come l’oro. A questo si aggiunge un fattore strutturale: Bitcoin segue da anni un ciclo di mercato quadriennale, con picchi registrati nel 2017, nel 2021 e nel 2025. Una correzione dopo l’ultimo massimo, in quest’ottica, rientra in uno schema già visto due volte in precedenza.
Perché la storia potrebbe ripetersi
Se lo schema quadriennale dovesse confermarsi, Bitcoin potrebbe puntare a un nuovo massimo storico attorno al 2029, con una fase di risalita che potrebbe iniziare già nel 2027. In questa lettura, la fase attuale rappresenterebbe la parte finale del mercato ribassista, più che l’inizio di una discesa più profonda.
Inflazione, Fed e appetito per il rischio
Sul fronte macroeconomico, i dati sull’inflazione statunitense (CPI) sono in calo, e la Federal Reserve potrebbe decidere di tagliare i tassi d’interesse se l’inflazione dovesse rientrare nell’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale. Un simile scenario tende storicamente a spingere gli investitori verso asset più rischiosi, categoria in cui Bitcoin rientra a pieno titolo. Anche l’andamento recente del prezzo racconta un mercato in bilico: dopo un minimo intraday a 62.751 dollari, Bitcoin è risalito fino a 64.227 dollari, ma il punteggio “volatility trap” calcolato da Glassnode ha toccato 91 su 100, il livello più alto in oltre tre anni e mezzo, segno di una compressione della volatilità implicita che spesso precede movimenti di prezzo più ampi, anche se la direzione resta incerta.
Cosa guarda il mercato adesso
Jeff Mei, chief operating officer dell’exchange BTSE, ha spiegato che i flussi degli ETF e i segnali della Federal Reserve restano decisivi per una ripresa duratura, ricordando che Bitcoin ed Ethereum hanno subito una fase di debolezza dopo alcuni deflussi dagli ETF la settimana precedente. Gli operatori seguiranno inoltre i verbali del Federal Open Market Committee e l’eventuale attenzione del Senato al CLARITY Act prima della pausa estiva: secondo Mei, l’incertezza su questo fronte normativo ha finora frenato l’ingresso di alcuni grandi investitori istituzionali, che negli ultimi mesi hanno preferito i titoli legati all’intelligenza artificiale.
Cosa aspettarsi per il prossimo ciclo
Tra i segnali di capitolazione monitorati da VanEck, il ritorno degli afflussi sugli ETF spot, vicini ai 300 milioni di dollari in una singola sessione, e la tenuta del prezzo nonostante le vendite dei long-term holder, il quadro che emerge è quello di un mercato alla ricerca di una direzione più che di un crollo imminente. Il vero banco di prova resta la finestra settembre-novembre indicata dai cicli storici: se la fase di accumulazione dovesse davvero consolidarsi in quel periodo, il percorso verso un possibile nuovo massimo nel 2029, con l’ascesa che potrebbe partire già dal 2027, tornerebbe a essere lo scenario centrale per chi guarda a Bitcoin con un orizzonte pluriennale.
FAQ
Quali segnali indicano che il calo di Bitcoin si sta avvicinando alla fine?
VanEck segnala che 8 dei 12 indicatori di capitolazione sono attivi e che, nonostante le perdite subite dai long-term holder, il prezzo di Bitcoin è rimasto relativamente stabile, un elemento che secondo la società suggerisce come la fase ribassista sia vicina alla conclusione.
In che modo il ciclo di mercato di Bitcoin influenza la sua traiettoria di prezzo?
Bitcoin segue uno schema di mercato quadriennale con picchi nel 2017, nel 2021 e nel 2025: questo pattern suggerisce una fase di correzione dopo l’ultimo massimo, con un nuovo picco atteso attorno al 2029.
Quali fattori macroeconomici potrebbero influenzare i prossimi movimenti di prezzo di Bitcoin?
Il calo dell’inflazione USA (CPI) potrebbe spingere la Federal Reserve a tagliare i tassi d’interesse, una condizione che storicamente favorisce l’appetito per gli asset più rischiosi, categoria in cui rientra anche Bitcoin.
Come si sono comportati i long-term holder durante il calo recente?
I long-term holder hanno perso 356.000 BTC nell’ultimo mese, ma il prezzo di Bitcoin è rimasto in gran parte stabile, un segnale che può indicare indecisione del mercato oppure un assorbimento della pressione di vendita da parte di nuovi acquirenti.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

