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Prezzo di Bitcoin fermo sui 77.000 USD, ma potrebbe muoversi

L’andamento del prezzo di Bitcoin sembra essersi fermato attorno ai 77.000 USD. 

Questa però non è una soglia particolarmente solida, tanto che vi sono motivi per credere che prima o poi si muova da questi livelli. 

Inoltre la crescita della settimana scorsa è stata molto veloce, forse troppo, e ciò ha generato delle inefficienze. 

La crescita veloce

Martedì scorso, 18 agosto, il prezzo di Bitcoin era ancora sotto i 65.000 USD. 

Poi però il giorno successivo è salito fino a quasi 70.000 USD, e giovedì è riuscito anche a superare i 73.000 USD.

Venerdì 21 ha toccato il picco massimo locale a quasi 80.000 USD, per poi ridiscendere nel weekend verso gli attuali 77.000 USD. 

Se si prende in considerazione la candela settimanale, la performance complessiva è stata del +23%, ovvero una performance settimanale che non si vedeva da cinque anni (febbraio 2021). 

Da un lato un +23% per il prezzo di Bitcoin non è affatto esagerato, ma farlo in una sola settimana è un record se si prendono in considerazione solo gli ultimi anni, ed in particolare quelli successivi allo sbarco in borsa degli ETF. 

Il rischio correzione

Tutto ciò implica che nella veloce risalita si siano generate delle inefficienze che in teoria potrebbero anche venir chiuse nei prossimi giorni, o nelle prossime settimane. 

Vi è però anche un altro fattore che spinge a ritenere possibile una correzione. 

A partire da aprile 2021 infatti si è formata una fascia di prezzo molto forte compresa tra circa 60.000 e 70.000 USD. Si tratta di una fascia all’interno della quale il prezzo di Bitcoin ha già stazionato per ben otto mesi nel 2024, ed in quale è rientrato a partire da fine giugno 2026, dopo averla già sfiorata anche tra febbraio e aprile. 

Il fatto è che all’interno di questa fascia oscilla soprattutto la media mobile semplice ad un mese, e ciò induce a credere che il recente sfondamento al rialzo potrebbe in teoria riservare delle brutte sorprese. 

Infatti tali media attualmente risulta ancora essere all’interno di questa fascia, avendo appena superato i 65.000 USD. 

Nel caso in cui dovesse continuare a rimanere confinata sotto i 70.000 USD, il prezzo di Bitcoin dovrebbe scendere sotto tale soglia nelle prossime settimane, e comunque prima della metà di settembre.

La spinta al rialzo

Tutto ciò sembrerebbe poco compatibile con la recente spinta al rialzo, risultata essere non solo molto veloce ma anche molto potente. 

Vi è però almeno una spiegazione che fa ritenere assolutamente compatibile ciò che è accaduto con il rischio correzione di cui sopra. 

Bitcoin è un asset growth puro, il cui prezzo dipende in prima (ed abbondante) misura solo dalle dinamiche relative alla liquidità sui mercati finanziari. 

Se si prendono in esame altri asset growth, come ad esempio alcuni titoli azionari, si scopre che la forte risalita c’era stata tra l’inizio e la metà di agosto, ovvero con circa tre settimane di anticipo. 

Il motivo per cui Bitcoin non ha seguito gli altri asset growth è perchè fino al 12 agosto aveva una sorta di freno a mano tirato. 

I titoli azionari growth non sono growth al 100%, perchè hanno come sottostante delle vere e proprie aziende che producono valore e utili. Bitcoin invece non produce nulla, quindi è growth al 100%. Ciò fa sì che non sempre Bitcoin e titoli azionari growth si muovano nella stessa identica direzione, e con le medesime tempistiche. 

Per questo motivo il freno a mano tirato che ha impedito a Bitcoin di risalire ad inizio agosto non ha impedito di farlo ai titoli azionari growth. 

Il freno a mano tirato 

Ma cosa è accaduto a partire dal 13 di agosto che ha rimosso il freno a mano su Bitcoin? 

Per prima cosa bisogna capire di che tipo di freno si trattava. 

La cosa davvero curiosa è che si tratta di un problema che ha iniziato a formarsi a settembre dell’anno scorso, pochissime settimane prima che Bitcoin facesse registrare il massimo storico. In teoria ora non c’è più, ma non è stato ancora rimosso del tutto, e soprattutto non si può escludere del tutto che possa ripresentarsi. 

Tutto è iniziato con il rally dell’oro. L’oro è considerato un bene rifugio, ma a partire da marzo 2024 è entrato in una fase speculativa che lo ha portato da 2.000$ l’oncia a 5.000$ l’oncia in meno di due anni. 

Si è trattato di una vera e propria mini-bolla speculativa, scoppiata a fine gennaio 2026. 

Qualcosa di simile è accaduto anche ad alcuni asset value, in particolare però a partire solamente da maggio 2025.

Gli asset value in genere seguono un loro percorso indipendente da quello degli asset growth, ma a partire per l’appunto da maggio dell’anno scorso hanno iniziato a comportarsi come se fossero asset growth, drenando liquidità dai veri asset growth. 

A farne le spese però è stato soprattutto Bitcoin, soprattutto a partire da maggio 2026. 

In un primo momento Bitcoin aveva sofferto relativamente poco, fino ad ottobre 2025, ma poi ha iniziato a soffrirne molto, a dire il vero insieme agli altri asset growth. 

La rimozione del freno

Il problema principale si è verificato a partire da maggio di quest’anno, quando i titoli azionari growth hanno iniziato a risalire, mentre Bitcoin sostanzialmente no. 

Il picco massimo raggiunto dalla mini-bolla speculativa degli asset value si è verificato però solamente il 13 di agosto, quindi fino a tale data Bitcoin ha continuato ad avere il freno a mano tirato.

A dire il vero quando è terminata la crescita degli asset value che si sono comportati come asset growth il prezzo di Bitcoin non ha subito reagito positivamente, anche perchè lì per lì non era chiaro che quella crescita fosse terminata. Solamente a partire dal 18 agosto è divenuto chiaro che fosse finita, ed infatti il giorno dopo Bitcoin ha iniziato la forte risalita della settimana scorsa.

L’ipotesi 100.000 USD

La fine della mini-bolla degli asset value però potrebbe non essere ancora terminata. 

In altri termini esiste la possibilità che i loro prezzi possano continuare a scendere ancora persino per mesi, liberando liquidità che potrebbe continuare a fluire su Bitcoin. 

Il fatto è che se il prezzo di BTC dovesse rimettersi perfettamente in linea con quello degli asset growth azionari dovrebbe risalire fin sopra i 100.00 USD, anche se ciò non è assolutamente detto che debba avvenire per forza. 

Inoltre non è nemmeno scontato che lo scoppio della mini-bolla degli asset value debba per forza far continuare a scenderne i prezzi. 

Inoltre il prezzo dell’oro a partire da inizio agosto è tornato a salire, e ciò implica che non sia possibile escludere che si gonfi una nuova bolla su alcuni asset value trasformandoli temporaneamente in asset growth in grado di drenare liquidità dal mercato di Bitcoin. 

Il futuro pertanto è incerto, ma tutto ciò in teoria potrebbe essere compatibile con una prima temporanea correzione del prezzo di BTC seguita però da una nuova risalita.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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