HomeCriptovaluteBitcoinLa Fed di Cleveland misura l'impatto di Bitcoin sugli investitori crypto: +23%

La Fed di Cleveland misura l’impatto di Bitcoin sugli investitori crypto: +23%

Bastano pochi numeri su un grafico per spingere qualcuno a comprare crypto. È quello che emerge da un working paper della Federal Reserve Bank of Cleveland, che ha misurato in modo sperimentale l’impatto di Bitcoin sugli investitori crypto attraverso migliaia di questionari distribuiti alle famiglie americane nel corso del 2025. Il risultato, pubblicato il 14 luglio 2026 nello studio “Do You Even Crypto, Bro? Cryptocurrencies in Household Finance”, firmato dagli economisti Michael Weber, Bernardo Candia, Olivier Coibion e Yuriy Gorodnichenko, offre una delle prove più concrete di come le performance passate di Bitcoin possano alimentare nuove ondate di acquisti.

Punti chiave

  • Mostrare alle famiglie il rendimento di Bitcoin del 14,3% nei 12 mesi precedenti ha aumentato la probabilità di possedere crypto di circa 2,5 punti percentuali, un incremento relativo del 23%.
  • L’allocazione desiderata in crypto è salita di circa 2 punti percentuali, soprattutto a scapito di liquidità e conti bancari.
  • L’effetto è risultato più forte tra chi non conosceva bene le crypto, mentre è stato irrilevante per chi le considerava già un cattivo investimento.
  • Lo studio ha coinvolto 5.352 respondenti tra il secondo e il quarto trimestre del 2025, controllando il possesso pregresso di crypto.

Lo studio della Federal Reserve Bank of Cleveland: come è stato costruito l’esperimento

I ricercatori hanno diviso in modo casuale i partecipanti a un sondaggio del 2025 in un gruppo di controllo e sei gruppi trattamento, ciascuno esposto a informazioni diverse: il rendimento o il grafico di prezzo di Bitcoin, l’andamento dell’S&P 500, la vicenda GameStop oppure le previsioni sull’inflazione della Federal Reserve. Un gruppo ha ricevuto solo il dato numerico del rendimento di Bitcoin nei 12 mesi precedenti, un altro ha visto invece un grafico del prezzo.

Campione e metodologia

L’analisi sulla proprietà crypto ha coperto 5.352 respondenti distribuiti tra il secondo e il quarto trimestre del 2025, con un controllo statistico per chi possedeva già crypto prima di ricevere l’informazione. Il dato misurato è il possesso auto-dichiarato, non transazioni verificate sul campo. Nel sondaggio più ampio della Cleveland Fed, condotto su campioni fino a 25.000 famiglie per ondata, gli economisti hanno inoltre osservato che le aspettative sui rendimenti spiegano più variazione nel possesso di crypto rispetto a un ampio ventaglio di caratteristiche demografiche come età, reddito e genere.

L’effetto sulla proprietà e sull’allocazione crypto

Le informazioni su Bitcoin hanno alzato la probabilità di dichiarare il possesso di crypto in un sondaggio successivo di 2,41 e 2,48 punti percentuali, a seconda che il dato fosse mostrato come numero o come grafico. Partendo da un tasso di possesso di circa l’11% prima dell’esperimento, l’aumento equivale a circa il 23% in termini relativi. Nello stesso tempo, l’allocazione desiderata in crypto è cresciuta di circa 2 punti percentuali rispetto a una media del 4,3% nel gruppo di controllo, un salto di quasi il 47% in termini relativi secondo i dati riportati. Chi ha ricevuto l’informazione ha ridotto soprattutto la quota destinata a liquidità, conti correnti e depositi, aumentando al contempo anche la quota pianificata in azioni.

Come i rendimenti di Bitcoin cambiano le aspettative degli investitori

Il dato più significativo riguarda le aspettative future: chi ha saputo della performance positiva di Bitcoin ha alzato le proprie stime di rendimento crypto per l’anno successivo di 3,2 punti percentuali rispetto al gruppo di controllo, mentre chi ha visto solo il grafico di prezzo ha registrato un aumento più contenuto, pari a 1,2 punti. Anche un grafico sulla performance dell’S&P 500 ha aumentato il successivo possesso di crypto, ma senza modificare le allocazioni di portafoglio desiderate, un segnale che l’effetto legato a Bitcoin è più diretto e specifico.

Aspettative di ritorno più alte tra i possessori

I dati raccolti nei sondaggi più ampi della Cleveland Fed confermano un divario enorme tra chi possiede crypto e chi non le possiede: i primi si aspettavano un rendimento medio del 22% nell’anno successivo, contro appena il 7% stimato da chi non ne possiede. Secondo lo studio, un aumento di un punto percentuale nel rendimento atteso da un individuo è associato a un incremento di 0,8 punti nella probabilità di possedere crypto, una relazione molto più forte rispetto a quella osservata per azioni, obbligazioni o oro.

Risposte comportamentali in base alla conoscenza

L’effetto delle informazioni su Bitcoin non è stato uniforme. È risultato più marcato tra le persone che avevano dichiarato di evitare le crypto semplicemente perché non le conoscevano a sufficienza. Al contrario, i trattamenti legati a Bitcoin non hanno avuto alcun effetto statisticamente significativo su chi considerava già le crypto un investimento sbagliato. Questo pattern aiuta a spiegare perché l’aumento dei possessori crypto tenda a concentrarsi tra gli investitori indecisi o poco informati, più esposti alla suggestione di un singolo dato positivo.

Il rischio delle bolle speculative nel mercato delle criptovalute

Per il mercato, il messaggio implicito è che la prossima ondata di domanda retail potrebbe dipendere non solo dal prezzo di Bitcoin, ma da come e quando quel prezzo viene raccontato ai risparmiatori. Gli stessi autori collegano questo meccanismo alla formazione delle bolle speculative: guadagni passati attirano nuovi acquirenti, i nuovi acquisti spingono i prezzi più in alto e prezzi più alti, a loro volta, possono attirare ulteriori compratori.

La spiegazione degli autori sul meccanismo di feedback

“I rendimenti positivi attirano nuovi partecipanti, il che alza ulteriormente il prezzo”, scrivono gli autori nel paper. Gli stessi ricercatori osservano che l’esperienza di rendimenti elevati nel passato non sembra portare gli individui ad aspettarsi un ritorno alla media: l’estrapolazione dei rendimenti passati in rendimenti futuri appare invece la regola, non l’eccezione. Gli autori aggiungono che l’assenza di informazioni e convinzioni comuni tra gli investitori crypto suggerisce che la volatilità dei prezzi continuerà a essere una delle caratteristiche più distintive di questo asset anche nel prossimo futuro. Lo studio segnala inoltre un effetto ricchezza reale: un raddoppio del prezzo di Bitcoin ha reso le famiglie con portafoglio interamente in crypto più propense ad acquistare beni durevoli, un comportamento più simile a un guadagno da lotteria che a un aumento permanente del patrimonio.

FAQ

Come influisce la visione dei rendimenti passati di Bitcoin sul possesso di crypto?

Mostrare alle famiglie il rendimento del 14,3% registrato da Bitcoin ha aumentato il successivo possesso di crypto di circa 2,5 punti percentuali, un incremento relativo del 23%.

Quali cambiamenti di portafoglio avvengono dopo aver visto i dati sulla performance di Bitcoin?

L’allocazione desiderata in crypto è salita di circa 2 punti percentuali, soprattutto riducendo la quota destinata a liquidità, conti correnti e conti di risparmio.

Le informazioni sulla performance passata di Bitcoin influenzano tutti i potenziali investitori nello stesso modo?

No. L’effetto è risultato più forte tra chi non conosceva bene le crypto, mentre non ha avuto alcun impatto significativo su chi le considerava già un investimento sbagliato.

Cosa concludono gli autori sul legame tra movimenti di prezzo di Bitcoin e bolle speculative?

Gli autori concludono che rendimenti passati elevati attirano nuovi acquirenti, che a loro volta spingono i prezzi ancora più in alto, alimentando potenzialmente bolle speculative.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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