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100mila miliardi di token al giorno: il mistero del rilascio anonimo di un modello AI

Da giovedì scorso gli sviluppatori di tutto il mondo si confrontano con un enigma che nessuna azienda ha ancora voluto chiarire: un modello di intelligenza artificiale potentissimo, gratuito e senza una firma ufficiale. Il caso di Ox Alpha è diventato l’esempio più discusso di rilascio anonimo di un modello AI comparso quest’anno, apparso senza preavviso sulla piattaforma OpenRouter e nello strumento di programmazione OpenCode. Nessun laboratorio ha rivendicato la paternità, ma le sue prestazioni hanno già attirato l’attenzione di figure di peso della Silicon Valley, tra cui il numero uno di Stripe.

Punti chiave

  • Ox Alpha è un modello AI anonimo apparso su OpenRouter e OpenCode, con laboratorio di origine non dichiarato.
  • Dichiara una finestra di contesto di circa un milione di token (1.048.576 token) e una capacità di 100mila miliardi di token al giorno.
  • Supporta input multimodali — testo, immagini e video — ed è pensato per programmazione e compiti agentici di lunga durata.
  • È disponibile gratuitamente in anteprima limitata su OpenCode Zen e tramite abbonamento OpenCode Go.
  • Secondo dati della community, ha elaborato circa 7.100 miliardi di token nella prima settimana, con circa 134.000 utenti individuali.

Il rilascio anonimo e le capacità di Ox Alpha

Ox Alpha è comparso su OpenRouter come “modello stealth” offerto da un fornitore terzo che ha scelto di restare anonimo durante questa fase di anteprima. La scheda tecnica lo descrive come un modello di ragionamento pensato per la programmazione, per compiti agentici prolungati e per carichi di lavoro in produzione, capace di gestire flussi che combinano testo e contesto visivo. È proprio questo profilo — tecnico, orientato agli sviluppatori, privo di qualsiasi branding — a rendere il rilascio anonimo di Ox Alpha diverso da un normale lancio di prodotto.

Le specifiche dichiarate dal fornitore sono ambiziose: una finestra di contesto di 1.048.576 token, circa un milione, e un output massimo di 131.072 token. Il modello accetta input testuali, immagini e video, ed è indicato principalmente per programmazione e per agenti software che devono lavorare su orizzonti temporali lunghi.

Dichiarazioni ambiziose sulla capacità e prestazioni non verificate

Il dato più eclatante riguarda la capacità dichiarata: 100mila miliardi di token al giorno, una cifra che secondo OpenCode equivarrebbe a circa cento volte i token di intelligenza artificiale che Visa dichiara di utilizzare in un intero mese. Va detto però che questi numeri descrivono capacità potenziale, non qualità dimostrata: un modello può accettare un prompt enorme e comunque perdere il filo di quanto contiene. Al momento nessuna di queste cifre è stata verificata in modo indipendente, e benchmark esterni come quelli di Artificial Analysis o le classifiche di Arena.ai non hanno ancora certificato le prestazioni reali di Ox Alpha.

Accesso e test tramite le piattaforme OpenCode

OpenCode è un agente di programmazione open source pensato per il terminale, sviluppato dal team dietro il framework infrastrutturale SST. A differenza di concorrenti come Claude Code o Cursor, che integrano un ambiente di sviluppo proprio, OpenCode lavora direttamente su un repository da riga di comando: legge i file, propone modifiche, esegue comandi e affronta compiti articolati in più passaggi. La caratteristica che lo distingue è la neutralità rispetto ai modelli: gli sviluppatori possono scegliere tra un lungo elenco di fornitori invece di essere legati a un unico sistema interno. È questo il motivo per cui OpenCode è diventato un canale ideale per un lancio silenzioso: mette il modello davanti al pubblico più propenso a spingerlo al limite, cioè gli sviluppatori stessi.

Coinvolgimento della community di sviluppatori e uso dei token

Ox Alpha è accessibile attraverso due canali: OpenCode Zen, dove i token sono gratuiti ma sono richiesti i dati di fatturazione, e l’abbonamento OpenCode Go, che prevede una quota mensile mentre offre l’uso del modello senza costi aggiuntivi. Secondo i dati diffusi dalla community, nella prima settimana il modello ha elaborato circa 7.100 miliardi di token distribuiti su circa 134.000 utenti individuali: numeri che raccontano un’adozione rapidissima, alimentata anche dalla curiosità sull’identità del produttore. L’interesse non è rimasto confinato ai forum tecnici: tra i primi a testarlo c’è stato anche Patrick Collison, amministratore delegato di Stripe, che in un post su X ha definito il modello “molto impressionante”.

Le speculazioni sulle origini di Ox Alpha

Con il laboratorio che resta in silenzio, la community si è messa a fare i conti con gli indizi tecnici a disposizione: comportamento del tokenizer, messaggi di errore, conteggio dei token video e pattern linguistici. Quattro ipotesi dominano il dibattito.

Zhipu AI, nota anche come Z.ai, è considerata da molti l’ipotesi più probabile. Secondo un’analisi della testata Wccftech, l’impronta del tokenizer punterebbe in modo ricorrente verso la famiglia GLM, e i codici di errore corrisponderebbero a quelli documentati per le API di Z.ai. L’azienda cinese ha già testato in precedenza modelli con nomi in codice “Alpha”, tra cui GLM-5 sotto lo pseudonimo “Pony Alpha”, e dispone di cluster con decine di migliaia di GPU. Il volume di calcolo regalato gratuitamente, tuttavia, resta un elemento che indebolisce questa teoria.

Microsoft è entrata in gioco perché Ox Alpha utilizzerebbe il tokenizer cl100k_base, una codifica sviluppata da OpenAI ma presente anche nelle linee Phi e MAI di Microsoft, il che secondo alcuni escluderebbe i modelli cinesi. L’ipotesi più discussa riguarda una versione non ancora rilasciata del modello di frontiera MAI 2. Google resta in corsa perché l’azienda ha recentemente presentato Gemini 3.7 Flash e alcuni dipendenti hanno lasciato intendere online l’arrivo di una nuova release, mentre un attesissimo Gemini 3.5 Pro non è ancora comparso: a pesare contro questa pista c’è però un test visivo che i modelli Gemini superano di norma e che Ox Alpha non passa. La quarta pista porta a Cursor e SpaceX: un analista ha ipotizzato che si tratti di Composer 3, il prossimo modello di coding di Cursor, addestrato secondo alcune fonti su infrastrutture supercomputer legate all’orbita di SpaceX. L’argomento principale qui riguarda la capacità: pochi soggetti possono permettersi di regalare centinaia di migliaia di miliardi di token al giorno.

Analisi forense comunitaria e riconoscimento tokenizer

Nessuna delle quattro teorie ha ricevuto conferma ufficiale, e anche il quadro delle prestazioni resta aperto: mancano ancora benchmark indipendenti e valutazioni su Arena.ai. Quanto circola oggi arriva da test della community con metodologie non dichiarate. Lo stesso Andrew Curran, analista AI seguito da una vasta community su X, ha scritto che venerdì sera Zhipu era considerata l’ipotesi principale, ma già sabato mattina “la gente sembra meno sicura di qualsiasi cosa”.

Le implicazioni strategiche dei rilasci anonimi di AI

Il caso Ox Alpha non è isolato: si inserisce in una lista crescente di lanci in incognito diventati un vero playbook per i laboratori di intelligenza artificiale. Il precedente più noto è Nano Banana, il generatore di immagini rilasciato inizialmente in forma anonima per essere testato dalla community, salito nelle classifiche di gradimento e solo dopo rivelato come prodotto Google per Gemini. Il nome è rimasto, trasformandosi da semplice codename a marchio, fino alle successive versioni Nano Banana Pro e Nano Banana 2.

OpenRouter stessa ha già ospitato circa una dozzina di listing “coperti” in passato. Quasar Alpha e Optimus Alpha si sono poi rivelate versioni pre-rilascio di GPT-4.1, mentre Horizon Alpha e Horizon Beta erano checkpoint anticipati di GPT-5. Hunter Alpha e Healer Alpha sono stati attribuiti più tardi a Xiaomi, Owl Alpha al gruppo cinese Meituan. Per altri nomi in codice, come Sonoma Dusk, Polaris Alpha o Aurora Alpha, l’attribuzione è rimasta senza risposta definitiva.

Vantaggi per i laboratori: feedback senza rischio reputazionale

Il vantaggio per chi sviluppa questi modelli è evidente. Un rilascio anonimo permette di raccogliere comportamenti di utilizzo reale sotto carico, ottenere riscontri senza rischi per la reputazione del marchio e, se il modello convince, arrivare all’annuncio ufficiale con l’attenzione del pubblico già costruita. Un risultato deludente, al contrario, può essere ritirato senza clamore. È questo il motivo per cui il fenomeno conta oltre il singolo caso: sta ridisegnando il modo in cui i grandi laboratori testano e presentano le proprie tecnologie prima del lancio ufficiale.

Il vero colpo di marketing: token gratuiti e urgenza

La parte più interessante di Ox Alpha, forse, non è la tecnologia ma la strategia di comunicazione. Durante l’anteprima i token non costano nulla, né in ingresso né in uscita. Per una categoria di modelli in cui le sessioni agentiche prolungate possono generare rapidamente conti a tre cifre, si tratta di un incentivo forte a provarlo subito.

La combinazione di accesso gratuito, finestra di contesto enorme e scadenza ravvicinata crea esattamente quel senso di urgenza che i lanci di prodotto convenzionali riescono a malapena a generare oggi. Chi vuole testare deve farlo subito, e chi testa pubblica i risultati, attirando a sua volta la generazione successiva di utenti curiosi. L’effetto si moltiplica: il laboratorio si procura dati di addestramento e test dall’uso reale, e insieme si procura visibilità. Il gioco delle ipotesi sull’origine amplifica entrambi gli effetti, perché ogni tentativo di spiegazione produce nuovi post, video e articoli — una campagna a pagamento con un impatto comparabile costerebbe molto di più.

FAQ

Cos’è Ox Alpha?

Ox Alpha è un modello di intelligenza artificiale anonimo rilasciato sulle piattaforme OpenRouter e OpenCode, pensato principalmente per la programmazione e per compiti agentici di lunga durata.

Quali sono le principali capacità di Ox Alpha?

Ox Alpha supporta input multimodali, comprese testo, immagini e video, dichiara una finestra di contesto di circa un milione di token e una capacità giornaliera di 100mila miliardi di token.

Chi ha sviluppato Ox Alpha?

Il laboratorio dietro Ox Alpha non è noto; le ipotesi circolate includono Zhipu AI, Google, Microsoft o Cursor/SpaceX, ma non esiste alcuna conferma ufficiale.

Come possono gli sviluppatori accedere a Ox Alpha?

Ox Alpha è disponibile gratuitamente durante un’anteprima limitata su OpenCode Zen e tramite l’abbonamento OpenCode Go.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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