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Partnership Ryanair e AI: Google Cloud punta a 300 milioni di passeggeri entro 2034

Ryanair ha firmato una partnership con Google Cloud della durata di cinque anni, un accordo che porterà Google Workspace e i servizi cloud di Google a 35.000 dipendenti della compagnia aerea irlandese. Al centro dell’operazione c’è Gemini Enterprise, la piattaforma di intelligenza artificiale agentica di Google, che secondo le due aziende diventerà lo strumento con cui il vettore low cost più grande d’Europa intende gestire buona parte delle proprie operazioni quotidiane.

Punti chiave

  • Ryanair e Google Cloud hanno siglato un accordo quinquennale su dati e AI, con Workspace e servizi cloud estesi a 35.000 dipendenti.
  • Gemini Enterprise diventerà centrale per automatizzare decisioni, logistica del personale di volo e produttività aziendale.
  • L’accordo è legato all’obiettivo di crescita di Ryanair: 300 milioni di passeggeri annui entro il 2034, il 44% in più rispetto ai 208,4 milioni dell’ultimo esercizio.
  • I modelli di Google DeepMind AlphaEvolve e WeatherNext supporteranno operazioni di flotta e manutenzione programmata.
  • Ryanair adotta una strategia dual-cloud per garantire resilienza operativa, ma l’accordo non rivela valore economico, tempistiche di produzione né i carichi di lavoro migrati.

La partnership quinquennale tra Ryanair e Google Cloud

L’accordo copre l’intero perimetro digitale della compagnia: dagli strumenti di collaborazione interna fino all’infrastruttura cloud che sostiene le operazioni di volo. Ryanair sostituirà i propri sistemi di collaborazione esistenti con Workspace e Gemini, un cambiamento che riguarda decine di migliaia di persone e che segna il passaggio più ampio finora compiuto dalla compagnia verso lo stack tecnologico americano.

Gemini Enterprise al centro delle operazioni

Nella descrizione fornita dalle due aziende, Gemini Enterprise servirà a automatizzare processi decisionali, ottimizzare la logistica degli equipaggi di volo e sostenere la produttività aziendale in generale. È un uso che va oltre il semplice strumento di ufficio: si tratta di applicare l’AI agentica a decisioni operative che riguardano ogni giorno migliaia di rotazioni di personale e di aeromobili.

Crescita dei passeggeri e supporto operativo dell’intelligenza artificiale

Ryanair ha collegato esplicitamente l’accordo al proprio obiettivo di crescita: arrivare a 300 milioni di passeggeri l’anno entro il 2034, un aumento del 44% rispetto ai 208,4 milioni trasportati nell’esercizio finanziario chiuso a marzo. È un dettaglio che spiega perché questa partnership non sia solo un upgrade tecnologico, ma un pilastro dichiarato della strategia industriale del vettore per il prossimo decennio.

I modelli DeepMind AlphaEvolve e WeatherNext

Sul fronte operativo, Ryanair utilizzerà i modelli di Google DeepMind AlphaEvolve e WeatherNext per supportare la gestione della flotta e la pianificazione della manutenzione. WeatherNext, la famiglia di modelli di previsione meteorologica di DeepMind, non è un’applicazione periferica per una compagnia che opera circa 3.900 voli al giorno da 95 basi: previsioni più accurate incidono direttamente su ritardi, dirottamenti e pianificazione degli equipaggi.

«Ryanair è impegnata in un percorso di crescita straordinario verso i 300 milioni di passeggeri entro il 2034», ha dichiarato Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair. «Per sostenere questa crescita dobbiamo garantire un’infrastruttura resiliente, e la nostra nuova strategia dual-cloud lo permette, insieme a partner tecnologici che condividono la nostra velocità e la nostra attenzione all’efficienza».

Maureen Costello, vice-president di Google Cloud per Regno Unito, Irlanda e Africa subsahariana, ha inquadrato l’accordo in termini di settore: «L’aviazione è un’industria definita dalla precisione, e Ryanair è un pioniere nell’esecuzione operativa. Questo accordo dimostra come l’AI generativa applicata su larga scala, insieme a strumenti di collaborazione moderni per i lavoratori in prima linea, possa aiutare i leader di settore a scalare in sicurezza, ridurre i costi operativi e ridefinire l’esperienza di viaggio».

La strategia dual-cloud per la resilienza infrastrutturale

Sotto l’annuncio sull’AI, Ryanair pone un argomento diverso e in un certo senso più rilevante: la resilienza. La compagnia definisce l’accordo una strategia dual-cloud, pensata per garantire che, se un fornitore dovesse avere problemi, i servizi critici continuino a funzionare comunque. È una scelta che dice qualcosa di importante su come Ryanair guarda al proprio futuro: non solo crescita dei numeri, ma continuità operativa a prova di guasto, in un settore dove un blocco informatico può fermare centinaia di voli in poche ore.

Ryanair contro la tendenza europea del cloud sovrano

Qui la mossa di Ryanair va controcorrente rispetto a un trend che si sta consolidando in Europa. Airbus, per fare un esempio nello stesso settore aerospaziale, sta spostando le sue applicazioni più critiche da AWS verso un cloud sovrano francese, una decisione motivata dal controllo europeo sull’infrastruttura europea. Ryanair, con il suo approccio tipicamente pragmatico, ha fatto l’opposto: ha raddoppiato la propria esposizione allo stack americano invece di ridurla. È una scelta che solleva interrogativi impliciti sulla sovranità dei dati nel trasporto aereo continentale, anche se la compagnia non li affronta pubblicamente nell’annuncio.

Va detto che Ryanair non è nuova a costruire tecnologia in casa, nonostante la reputazione di austerità sui costi. La compagnia gestisce Ryanair Labs, un’operazione tecnologica interna con sedi a Dublino, Madrid e Wrocław, e negli ultimi anni ha spinto con forza sulle prenotazioni dirette, una campagna che le è costata una multa antitrust italiana di 255 milioni di euro nel dicembre 2025 per il trattamento riservato alle agenzie di viaggio online, oltre a un accordo raggiunto con Booking Holdings nell’agosto precedente.

Cosa manca ancora nell’accordo tra Ryanair e Google Cloud

Quello che il comunicato non dice pesa quasi quanto quello che afferma. Non viene indicato alcun carico di lavoro specifico in migrazione, non c’è un impegno nominato su BigQuery o Vertex AI, non è stato reso pubblico il valore del contratto e non esiste una tempistica per il passaggio in produzione delle applicazioni di AI annunciate. Le compagnie aeree annunciano progetti di AI operativa da quasi un decennio; quello che distingue questo caso è la scala della flotta coinvolta e il collegamento esplicito a un obiettivo di passeggeri fissato a otto anni di distanza.

La dimensione su cui Ryanair sta scommettendo è concreta. La compagnia ha chiuso l’ultimo esercizio finanziario con 647 aeromobili, dopo aver ricevuto tutti i 210 Boeing 737-8200 Gamechangers ordinati, e ha altri 300 Boeing 737 MAX-10 in ordine, divisi tra ordini fermi e opzioni. Boeing prevede la certificazione di questo modello entro la fine dell’estate, con le prime quindici unità destinate a Ryanair nella primavera del 2027. Il profitto netto pre-eccezionale dell’ultimo anno è stato di 2,26 miliardi di euro, in crescita del 40%: numeri che spiegano perché Ryanair possa permettersi di legare una scommessa infrastrutturale così ampia a un orizzonte di crescita di lungo periodo, anche in assenza di dettagli finanziari sull’accordo con Google Cloud.

FAQ

Quanto dura la partnership sull’AI tra Ryanair e Google Cloud?

L’accordo ha una durata di cinque anni e riguarda servizi di dati e intelligenza artificiale.

Come utilizzerà Ryanair le tecnologie AI di Google sul piano operativo?

Ryanair impiegherà Gemini Enterprise per automatizzare processi decisionali e ottimizzare la logistica, mentre i modelli DeepMind AlphaEvolve e WeatherNext supporteranno la gestione della flotta e la pianificazione della manutenzione.

Qual è l’obiettivo di crescita dei passeggeri legato a questa partnership?

Ryanair punta a raggiungere 300 milioni di passeggeri l’anno entro il 2034, un aumento del 44% rispetto ai 208,4 milioni trasportati nell’ultimo esercizio.

Qual è la strategia di Ryanair per garantire la resilienza operativa?

Ryanair ha adottato una strategia dual-cloud, pensata per mantenere attivi i servizi critici anche in caso di problemi con uno dei fornitori cloud.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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