Il tavolo si è ribaltato. Dopo il ritiro di Banco BPM dal progetto su BFF, è BPER a muoversi con decisione sul dossier, entrando nella data room della banca specializzata nel factoring e aprendo un canale di dialogo con AMCO. Mentre si discute la possibile acquisizione, l’istituto guidato da Giuseppe Sica ha varato in parallelo due operazioni di capitale rilevanti: un riacquisto e acquisizione che passa da un buyback fino al 3% del capitale, per un massimo di 750 milioni di euro, e la chiusura anticipata di un Total Return Swap. Il giorno dell’annuncio, però, il titolo BPER ha perso l’1,46% in Borsa, scendendo sotto i 14 euro per azione.
Summary
Punti chiave
- BPER è entrata nella data room di BFF e ha avviato colloqui con AMCO dopo l’uscita di Banco BPM dal dossier
- Il buyback di BPER arriva fino al 3% del capitale, massimo 750 milioni di euro, e potrà durare sino al 19 giugno 2027
- Nessuna offerta vincolante è ancora stata formalizzata: restano da chiarire struttura dell’operazione e gestione dell’esposizione estera di BFF
- BFF sta affrontando una ristrutturazione dopo l’ispezione di Bank of Italy, con rivalutazione crediti di circa 1,36 miliardi di euro
- BFF punta anche a una mega-securitization da circa 1,3 miliardi di euro con JP Morgan e PwC
BPER avanza nell’acquisizione di BFF dopo il ritiro di Banco BPM
Con l’uscita di Banco BPM dal tavolo, BPER si ritrova ora al centro del possibile riassetto di BFF. La banca ha avviato un percorso che unisce due dimensioni distinte ma collegate: da un lato l’analisi dei numeri della società specializzata nel factoring, dall’altro una manovra finanziaria interna che rafforza la posizione patrimoniale proprio mentre si negozia il dossier.
Accesso alla data room di BFF e discussioni con AMCO
BPER è entrata nella data room di BFF per esaminare i conti dell’istituto e ha avviato un dialogo con AMCO per valutare una possibile intesa congiunta. L’interesse di BPER riguarderebbe soprattutto la banca depositaria, che potrebbe essere integrata in Ark Funds. Le due parti lavorerebbero a una proposta comune, un percorso che potrebbe aumentare le probabilità di successo della trattativa, anche se le modalità esatte restano ancora da definire. BFF e i suoi advisor, Morgan Stanley e Mediobanca, puntano a evitare una frammentazione degli asset che rischierebbe di penalizzare il valore complessivo del gruppo. Alcuni azionisti, tra cui Paul Basil, Marco Drago e Alken Capital, avrebbero già espresso preoccupazioni sulla frammentazione in una lettera al consiglio. Qualsiasi cessione dovrà comunque passare dall’approvazione dell’assemblea degli azionisti.
Sfide tra struttura dell’acquisizione ed esposizione estera
Il nodo più delicato resta il portafoglio di factoring. AMCO può operare direttamente solo in Italia, mentre BFF ha esposizioni anche in Germania, Spagna e Polonia. Una delle opzioni allo studio prevede che AMCO acquisisca l’intero portafoglio per poi cedere le componenti estere a un altro investitore, una soluzione che complicherebbe la trattativa e richiederebbe un accordo sul prezzo. Resta inoltre da capire quale forma assumerà l’eventuale operazione: si parla di un’OPA promossa da BPER oppure di un’operazione sul capitale. Al momento non esiste ancora un accordo definitivo né una valutazione ufficiale della banca.
Il ritiro di Banco BPM e l’impatto sulle dinamiche dell’accordo BFF
Lo schema precedente prevedeva ruoli separati: Banco BPM, guidata da Giuseppe Castagna, si sarebbe concentrata sulla banca depositaria e sui servizi di pagamento, mentre una società controllata dal Tesoro avrebbe puntato al portafoglio di factoring. Il progetto si è però arenato per i dubbi di Banco BPM sull’ampiezza e sulla valutazione dell’operazione, preoccupazioni che sarebbero state condivise anche dall’azionista principale Crédit Agricole, che detiene il 29,3% del capitale. A complicare ulteriormente il quadro è arrivato il rischio legato all’IPO di MPS collegata a Banco BPM e Banca Generali, in risposta all’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS, fino all’uscita di Castagna dal dossier BFF.
Ristrutturazione di BFF dopo ispezione di Bank of Italy
Tutto è partito da un’ispezione di Bank of Italy che ha spinto BFF a rivalutare crediti per circa 1,36 miliardi di euro, aprendo una fase di ristrutturazione che potrebbe portare alla vendita del gruppo. È in questo contesto che si inserisce ora il possibile intervento di BPER, in un settore già segnato da movimenti importanti come l’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS.
Rivalutazione crediti e cambio in consiglio
Alla rivalutazione dei crediti si è affiancato l’ingresso nel consiglio di amministrazione di due commissari, Francesco Fioretto e Raffaele Lener, segno della vigilanza rafforzata sulla banca. Da qui, la trattativa si è progressivamente allargata ad altri attori del settore bancario, incluso il possibile ingresso di fondi come Cerberus, rimasti in osservazione mentre BPER e AMCO valutano una proposta congiunta.
Mega-securitization con JP Morgan e PwC
Il consiglio di amministrazione di BFF è convocato per il 10 settembre, data chiave per capire se BPER e AMCO riusciranno a presentare un’offerta congiunta, anche non vincolante. In caso contrario, le due parti potrebbero procedere separatamente. I tempi restano stretti: dal 2028 gli accantonamenti peseranno sul calendario, rendendo necessario intervenire sul portafoglio di factoring per evitare un maggiore assorbimento di capitale in futuro. Parallelamente, BFF punta a una mega-securitization da circa 1,3 miliardi di euro, con il coinvolgimento di JP Morgan e PwC.
Manovre finanziarie di BPER durante le trattative di acquisizione
Mentre la partita su BFF resta apertissima, BPER ha scelto di muoversi anche sul fronte del capitale proprio, con due operazioni che rafforzano la sua posizione finanziaria proprio nel momento più delicato del negoziato.
Dettagli sul programma di riacquisto azionario
Dal 2 settembre BPER ha avviato un buyback fino al 3% del capitale, per un massimo di 750 milioni di euro, equivalente a circa 52,6 milioni di azioni. Il programma potrà proseguire fino al 19 giugno 2027. Gli acquisti avverranno su Euronext Milano tramite un intermediario indipendente, nel rispetto dei limiti fissati dalla BCE e delle autorizzazioni dell’assemblea degli azionisti.
Cessazione anticipata del Total Return Swap (TRS)
In parallelo, BPER ha deciso di chiudere in anticipo il Total Return Swap sottoscritto nell’ottobre 2025. La posizione legata al derivato, oggi pari all’8,05% del capitale, verrà ridotta gradualmente, a partire da una prima tranche dell’1,88%, equivalente a circa 33 milioni di azioni, fino ad arrivare a zero. La chiusura avverrà per tranche, con un limite giornaliero calcolato sulla media dei volumi degli ultimi 20 giorni e comunque non superiore al 15% degli scambi quotidiani, per contenere l’impatto sul titolo. La durata effettiva dell’operazione dipenderà quindi dai volumi e dalla liquidità del mercato nei prossimi mesi.
FAQ
Perché Banco BPM si è ritirata dal progetto di acquisizione di BFF?
Banco BPM si è ritirata per i dubbi sull’ampiezza e sulla valutazione del progetto, preoccupazioni condivise anche dall’azionista principale Crédit Agricole, che detiene il 29,3% del capitale.
Quali mosse finanziarie ha compiuto BPER durante le trattative su BFF?
BPER ha avviato un programma di riacquisto azionario fino al 3% del capitale, per un massimo di 750 milioni di euro, e ha iniziato la chiusura anticipata della sua posizione sul Total Return Swap.
Quali ostacoli complicano la possibile acquisizione di BFF da parte di BPER?
Tra le difficoltà principali ci sono la definizione della struttura dell’operazione, la gestione dell’esposizione estera del factoring di BFF in Germania, Spagna e Polonia, e le preoccupazioni di alcuni azionisti sulla frammentazione degli asset.
Che significato ha il piano di mega-securitization di BFF?
BFF punta a una mega-securitization da circa 1,3 miliardi di euro, con il coinvolgimento di JP Morgan e PwC, un’operazione pensata per rafforzare la posizione di capitale della banca nel mezzo della ristrutturazione in corso.
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