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Mike Novogratz è una delle voci più ascoltate nel campo della nuova finanza legata alle criptovalute ha rilasciato un’intervista con la quale ha commentato la conferenza Beyond Blocks appena tenuta a Seoul, in Corea del Sud.

Novogratz ha detto che quando ha fondato la sua società di investimenti in criptovalute, come missione aveva quella di convincere gli istituzionali ad investire in crypto.

Ora, invece, quando incontra un CEO o CIO nota una notevole conoscenza del settore, anche se la maggior parte di loro non ha ancora fatto il primo passo per entrare. Tuttavia, secondo Novogratz, molti ci stanno lavorando.

A tal proposito fa notare che mentre dal punto di vista strategico-aziendale le società finanziarie convenzionali sono ancora molto caute rispetto alle criptovalute, molti dirigenti più giovani stanno sostenendo apertamente le criptovalute e la tecnologia blockchain.

Novogratz ha precisato: “C’è una spinta dal basso nelle organizzazioni che dice: Vogliamo partecipare“.

Oltretutto non ci sono ancora società di chiara fama in campo finanziario che stiano utilizzando criptovalute e blockchain massicciamente, quindi non ci sono forti precedenti in questo campo.

Novogratz aggiunge: “Pensa a come operano gli investitori istituzionali. È difficile dire al tuo capo: ho soldi da mettere in un settore che non hai mai sentito nominare. C’è bisogno di un custode di peso, e di fiducia, come una banca giapponese o HSBC o ICE o Goldman Sachs, per consentire agli investitori istituzionali di sentirsi a proprio agio“.

Pertanto secondo l’esperto ci sarà bisogno di molta maggiore comprensione e trasparenza per far sì che il grande pubblico entri in questo settore, anche se non sarà strettamente necessario che tutti gli utenti capiscano in dettaglio il funzionamento di queste tecnologie.

A tal proposito ha dichiarato: “Non vedremo un’adozione di massa fino a quando il mondo crypto non verrà più percepito come qualcosa di nuovo. Ci vogliono ancora cinque o sei anni“.

A ciò aggiunge che sarebbe necessario un solido quadro normativo per la crescita del settore, e chiede maggiore chiarezza a livello nazionale, a cominciare proprio dagli Stati Uniti d’America. Oltretutto le criptovalute stanno avendo molto successo anche sui cosiddetti “investitori retail”, ovvero i comuni risparmiatori, pertanto le normative dovrebbero essere focalizzate soprattutto su questo tipo di investitori.

Anzi, ha affermato che “I regolatori dovrebbero proteggere il piccolo [risparmiatore] ma finora hanno fatto un lavoro scadente“.