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Quali sono le opportunità offerte dalla blockchain dal punto di vista contabile, e quali sono invece i problemi che ne possono sorgere.

La FERF, Financial Executive Research Foundation, ramo del FEI, Financial Executive International, ha interrogato diversi responsabili finanziari di auditing e di contabilità ponendo il problema di quale sia il ruolo della blockchain oggi e di quale sarà nel futuro.

Ne è nato un paper, sponsorizzato da Deloitte, di grande interesse tecnico dal quale si possono carpire numerose indicazioni sulle possibilità e sui pericoli dell’applicazione della blockchain e degli smart contract in contabilità finanziaria.

Al di là dei problemi di contabilizzazione dei valori digitali per gli standard GAAP (Generally accepted accounting principles, i principi contabili accettati nel mondo finanziario e dell’auditing), secondo Campbell Harvey della Duke University, l’adozione di private ledger, cioè di un sistema interno di blockchain su cui registrare le transazioni economiche e finanziarie, può portare a profonde modifiche nel modo di operare dei manager contabili e finanziari.

Effettuare registrazioni su una blockchain privata porterebbe anche, in teoria, all’eliminazione del rischio di “Gestione degli utili” nei report finanziari, dato che tutti gli eventi finanziari sarebbero registrati sulla blockchain al loro avvenire. Quando lavori real time elimini tutti i possibili incentivi negativi che esistono alla fine dei trimestri per migliorare l’aspetto dei bilanci, solo perchè è la fine di un trimestre”.

Del resto una ricerca dello stesso professore rivela come il 78% dei CFO persegue queste pratiche di distorsione dei dati contabili. L’applicazione della DLT porterebbe ad una rivoluzione che è in corso per la sua applicazione a campi collaterali.

Jon Raphael Responsabile, dell’innovazione nei processi di audit della Deloitte, vede invece il futuro della blockchain entro dieci anni come uno strumento per la realizzazione non solo delle scritture contabili, ma anche dei contratti finanziari, che quindi diventino automaticamente regolati al variare dei tassi di interesse.

Inoltre, la possibilità di poter rendere pubbliche le informazioni a tutti i player è di fondamentale importanza: “Quanti informazioni sia necessario rendere pubbliche, e quali possano fornire un vantaggio strategico, è un problema che deve ancora essere risolto. Per ogni singolo uso le aziende dovranno valutare quali informazioni debbano essere rivelate a tutte le controparti”.

La blockchain però non solo presenta delle opportunità, ma anche delle minacce, come rivela Joshua Coyne della Memphis School of Accounting.

Le rilevazioni contabili normalmente vengono fatte in modo coerente con gli standard GAAP, e questo le rende automaticamente rilevanti.

Al contrario, se si utilizza un DLT basato non su un consenso centralizzato, ma diffuso come richiede il principio della decentralizzazione, avremo che la rilevazione esisterà solo se sarà presente sulla blockchain, ma questo avverrà solo se tutti i partecipanti saranno consapevoli ed accetteranno i principi contabili generali.

Dice Coyne: “Dovremo creare una situazione dove tutti i membri del network hanno sufficienti conoscenze di carattere contabile da creare un consenso diffuso sul tema. Non potremo avere l’investitore medio retail in questo network perchè ad un certo punto alzerebbe le mani e direbbe “Non conosco gli standard contabili, non posso dirti se questa scrittura è corretta”.

Quindi per Coyne, uno scettico dell’impiego della blockchain, la soluzione può provenire solo da una maggiore integrazione delle conoscenze contabili nella programmazione e nell’uso delle tecnologie DLT.