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Bitmain, il celebre produttore di macchine per il mining cinese nonché maggior detentore di hashpower al mondo, nel primo trimestre del 2018 ha fatto registrare un utile netto di 1,1 miliardi di dollari.

È il record storico per la società.

Certo, non sono cifre che si possono paragonare ad altri giganti del tech, ad esempio Amazon che ha dichiarato nei giorni scorsi poco più di 3 miliardi di dollari di utile netto.

Ma di sicuro, almeno fino a poco tempo fa, nessuno avrebbe mai potuto immaginare risultati del genere.

Secondo stime interne, ma considerate prudenti, l’azienda potrebbe terminare l’anno con un utile netto tra i 2 e i 3 miliardi.

Bitmain sta raccogliendo liquidità: ad inizio di giugno la stima è che avesse in cassa oltre 400 milioni di dollari.

Sempre a proposito di stime, la valutazione complessiva dell’azienda una volta quotata potrebbe avvicinarsi a 14 miliardi di dollari. Per fare un confronto basti dire che Twitter capitalizza poco più di 23 miliardi di dollari.

Secondo Fortune, Bitmain starebbe pianificando di presentare una propria IPO in tempi brevi. In realtà, è da giugno che circolano voci su un ipotetico sbarco in borsa, ma stavolta la fonte che conferma questa ipotesi sembra essere interna e quindi più affidabile.

La stessa fonte fa riferimento a tempi brevi per la collocazione in borsa del titolo, con ogni probabilità sulla borsa di Hong Kong, o di altri mercati esteri, con azioni denominate in dollari americani per dar modo ai primi investitori (tra cui Sequoia Capital) di incassare i guadagni dei loro investimenti.