La scalabilità della blockchain, ossia la capacità del sistema di accettare un incremento del carico di informazioni e operazioni, è un problema complicato da risolvere. Ma, visti gli sforzi e i progressi compiuti ultimamente, si riuscirà presto a venirne a capo.

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È quanto sostiene lo sloveno Jure Sutar, a capo del dipartimento DAA di ICONOMI, piattaforma di asset digitali che sta registrando tassi di utilizzo crescenti e che è stata soprannominata “la Uber del fund management”.

Il manager che è stato uno degli speaker del Delta summit di Malta, spiega che la popolarità dei servizi offerti da ICONOMI, protagonista con 5,8 milioni di dollari di finanziamenti della terza ICO di maggiore successo nel settore fintech, deriva dalla loro unicità e dalle performance registrate.

Basti pensare, rivela sempre il titolare di un master all’università privata sudcoreana Yonsei School of Business (una delle migliori al mondo nel suo campo), che l’indice blockchain del gruppo, che consiste di un paniere di asset diversificati nel settore, ha fatto meglio del bitcoin nel 2017, l’anno del boom delle crypto e del loro balzo alla ribalta internazionale.

Ci dica di più su ICONOMI e sulla visione aziendale: com’è strutturata la società e cosa la differenzia dalla concorrenza?

La piattaforma di digital asset management di ICONOMI è un servizio tecnico unico nel suo genere, in quanto consente a chiunque, dai principianti agli esperti di blockchain, di fare acquisti e gestire asset digitali come bitcoin e altri.

Con un’ampia gamma di strumenti unici e intuitivi per persone di diversi gradi di competenza, ICONOMI consente di comprare non solo gli asset digitali ma anche una combinazione di attivi che si chiamano Digital Asset Arrays (DAA).

Quali sono le credenziali necessarie per diventare un DAA manager?

Tutti possono fare domanda inviandoci una email all’indirizzo [email protected], ma la maggior parte dei nostri manager ha un’esperienza di lungo corso nel settore delle crypto e della finanza tradizionale. Al momento si contano 37 manager DAA provenienti da 20 paesi diversi.

Dei prodotti offerti, qual è il più popolare e perché?

Tra i nostri utenti, il DAA più popolare è il Blockchain Index (BLX). Il motivo principale di tale successo è il fatto che ha una performance molto buona, il livello più alto di AUM (Asset Under Management, ndr) ed è quello con il track record più lungo. L’indice BLX ha fatto meglio del bitcoin nel 2017.

Il mercato delle criptovalute è ancora in fase ribassista: secondo lei, è un problema di fiducia o è solamente il classico esempio di pura speculazione?

Il mercato delle crypto, anche se sta maturando, è ancora molto giovane. Come avviene in qualsiasi altro mercato, la fiducia è diventata uno degli aspetti principali. Ma a parte questo, per la maggior parte della gente, la distinzione tra investire e speculare sta nel livello di rischio intrapreso e nello spazio temporale dell’investimento.

Dipende semplicemente dall’approccio che si adotta quando si vuole fare l’ingresso in un dato mercato. Alla fine dei conti, la tecnologia blockchain è qui per restare: plasmerà il futuro e sarà un agente di rottura in molti settori, rivoluzionandoli.

La blockchain è in continua evoluzione e sta migliorando ma alcune questioni come quella della scalabilità non sono state ancora risolte: cosa c’è da aspettarsi dalla prossima generazione di questa tecnologia innovativa?

La scalabilità è un problema complicato ma si stanno facendo rapidi progressi in questa area. Per esempio Vitalik Buterin (il fondatore di Ethereum, ndr) di recente ha annunciato la possibilità di usare zk-SNARKS (la tecnologia alla base di Zcash) per poter effettuare 500 operazioni al secondo su Ethereum, un incremento di oltre il 3000%.

Vista la grande attività nello sviluppo di questa area, è solo una questione di tempo prima che vengano trovate soluzioni efficaci per risolvere il problema della scalabilità (e altri problemi).

Ha collaborato Matteo Oddi

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Daniele Chicca
Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria