E’ in atto una vera e propria guerra, la hash war. Si tratta del conflitto tra i miner di Bitcoin Cash ABC e quelli di Bitcoin Cash SV per ottenere il riconoscimento di principale erede di Bitcoin Cash (BCH).

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Nonostante ormai pare abbastanza chiaro che la stia spuntando ABC, la guerra sta andando avanti, anche se da ieri pomeriggio l’hash rate di SV è in netto calo.

Il problema, come ha fatto notare un’analisi di BitMEX Research, è che sono già stati buttati via ben 6 milioni di dollari per finanziarie questa guerra, senza veri e propri vantaggi per la community degli utilizzatori.

Infatti, il valore di BCH è in caduta libera e quello dei future su BCH SV sta implodendo.

Nel tweet con cui ha condiviso l’analisi, BitMEX Research spiega:

“Anche assumendo costi energetici economici, i miner SV hanno un margine lordo negativo del 353% e 1.4 milioni di perdite lorde. Non può continuare così per sempre”.

A ciò, vanno ancora aggiunti i costi per l’affitto della potenza di calcolo, che porta le perdite stimate per SV a quasi 3 milioni di dollari. Anche ABC avrebbe perdite simili, quindi in totale sarebbero 6 milioni di dollari quelli già bruciati in questa hash war.

Inoltre, su Kraken, dove si possono già scambiare entrambe le criptovalute, BCH ha un valore di 225 dollari circa, mentre BSV è crollato a 37 dollari.

Questo è un dato decisivo, perché il team di SV sta minando proprio per ottenere BSV visto che non è riconosciuto come legittimo erede di BCH ed è da considerarsi quindi una nuova criptovaluta con un suo specifico valore.

Invece, ABC sta di fatto minando quella che viene considerata l’erede di BCH, quindi i miner ottengono BCH scambiabili ad esempio su Kraken a 225 dollari.

I miner di SV dovranno accontentarsi di ottenere BSV, con un valore sei volte inferiore: ciò rende il mining di SV meno profittevole, anche se i suoi costi sono inferiori.