Secondo quanto rivelato su Twitter, Starbucks ha ricevuto una quota significativa di azioni di Bakkt in cambio dell’impegno a consentire i pagamenti in bitcoin nei propri negozi.

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Bakkt, di proprietà di ICE, oltre ad emettere e gestire futures basati su bitcoin fisici ne consentirà anche lo scambio. Scambiare futures basati su bitcoin è di fatto come scambiare bitcoin, quindi il sistema di scambio di Bakkt equivarrà ad un sistema di scambio di BTC.

Pertanto, potrà anche essere utilizzato come mezzo di pagamento, rapido ed economico.

Il fatto che Starbucks si sia impegnata ad accettare Bakkt come mezzo di pagamento nei propri negozi, quando i suoi futures saranno disponibili sul mercato, equivale ad aver accettato bitcoin come mezzo di pagamento.

Non è nota la quantità precisa di azioni Bakkt detenute da Starbucks, ma si presume sia di molto superiore a quanto potesse essere qualora la società avesse semplicemente acquistato le azioni pagandole in contanti.

L’accordo prevederebbe mutui benefici per le due aziende: infatti, in cambio di questa significativa quote di azioni, Starbucks si è impegnata ad accettare Bakkt come mezzo di pagamento nei suoi negozi.

Quindi sarà possibile di fatto pagare il caffè da Starbucks in bitcoin, sebbene solamente attraverso il sistema di pagamento di Bakkt ed i BTC incassati in questo modo verranno convertiti immediatamente in dollari americani dal sistema di pagamento stesso, in modo che il venditore incassi dollari americani. Così facendo per il venditore non ci sarebbe una grossa differenza rispetto agli attuali strumenti di incasso.

Qualora la CFTC dovesse approvare i futures basati su bitcoin fisici in tempo, i pagamenti in bitcoin da Starbucks potrebbero essere attivati già a maggio di quest’anno.

Oltre a Starbucks, anche Microsoft è coinvolta in questo progetto, ad esempio utilizzando le soluzioni cloud dell’azienda per consentire alle persone di acquistare, vendere, archiviare e spendere criptovalute su una rete globale.