La criptovaluta di Facebook, la moneta di transazioni interna allo studio da parte del social network, potrebbe avere un valore di 19 miliardi di dollari.

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Questo è il pensiero espresso a CNBC dall’analista finanziario della Barclays Bank Ross Sandler ed espresso ai clienti della banca lo scorso lunedì.

Facebook valuta che il token potrebbe portare 3 miliardi utile in più, ma Sandler si spinge ben oltre dando la sua valutazione come crescita potenziale aggiuntiva dei profitti nel 2021.

“La valutazione di questo flusso di profitti può cambiare la storia della valutazione delle azioni di Facebook, secondo la nostra visione”.

Questo quanto ha affermato l’analista prevedendo quindi una svolta nel valore anche del titolo societario.

Sono già diversi mesi che la società di Menlo Park pare stia lavorando ad una criptovaluta, una stablecoin da utilizzarsi per le transazioni su Facebook e su Whatsapp, l’applicazione di messaggistica facente parte dello stesso gruppo.

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Il modello di business sviluppato dalla società sino al 2016, basato anche sulla cessione e sullo sfruttamento dei dati personali degli iscritti, è sempre più sotto accusa ed è stato sottoposto a forti limitazioni da parte delle autorità nazionali ed europee, con anche la condanna della società al pagamento di multe.

L’entrata della società nel settore dei pagamenti potrebbe condurre ad una modifica del core business aziendale, rendendolo meno fragile e riportando la redditività.

In realtà, Facebook Coin non è stato il primo tentativo della società nel settore dei pagamenti: nel 2010 aveva lanciato Facebook Credit, una sorta di token acquistabile online con una piccola commissione e scambiabile internamente.

Le fee erano comunque alte e così i costi per lo scambio con le fiat e questo portò alla chiusura del progetto.

L’applicazione della blockchain invece permetterà di effettuare scambi a costi molto più limitati ed in modo sicuro oltre che esternalizzare in gran parte i costi di gestione della valuta stessa.

“Sulla base dei nostri controlli, la prima versione della Facebook Coin può essere una versione moderna dei Credits del 2010 e dell’odierno Venmo, rendendosi utile per i micropagamenti e per le transazioni nazionali P2P”. 

Così Sadler, che vede quindi la possibilità di una crescita e di un cambiamento profondo nel business della società.