Su Localbitcoins si sono appena registrati i nuovi record assoluti di volumi scambiati in Argentina e Venezuela.

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Il Peso argentino (ARS), infatti, da qualche mese soffre di una forte svalutazione e di un tasso di inflazione che ormai supera il 50%. Pertanto, probabilmente non è un caso che proprio durante l’ultima settimana, quella che si è conclusa lo scorso 6 aprile 2019, su Localbitcoins si sono registrati i massimi volumi di scambio di sempre in Pesos argentini.

Per la prima volta in assoluto si sono superati i 10 milioni di ARS scambiati in una singola settimana con bitcoin, raggiungendo quota 10.730.000. Il precedente record fu a dicembre del 2018 con poco meno di 9 milioni e mezzo di ARS.

In bitcoin si tratta solamente di 50 BTC, ma è il tasso di crescita e non il valore assoluto dei bitcoin scambiati a stupire. Infatti, i volumi in ARS sono in crescita da molti mesi e stupisce come il picco di scambi raggiunto durante la bolla di fine 2017, con quasi 6 milioni di ARS, sia stato oramai quasi doppiato.

Nel frattempo anche in Venezuela, dove l’inflazione invece è proprio fuori controllo, continuano a registrare nuovi record di scambio su Localbitcoins.

Stavolta sono stati superati i 26 miliardi di Bolivar Sovrani (VEF), raggiungendo quota 26.430.000.000. Il precedente record fu registrato ad inizio marzo con quasi 25 miliardi e mezzo di VES.

In bitcoin si tratta comunque di più di 1.500 BTC, che conferma il Venezuela come il secondo paese con maggiori scambi su Localbitcoins, dopo la Russia ma prima degli USA.

Non ci sono ancora dati precisi, o analisi profonde, che suggeriscano che gli incrementi dei volumi di scambio su Localbitcoins possano essere in qualche modo legati alla crescita dei tassi di inflazione, ma i casi di Argentina e Venezuela sembrano proprio suggerire che un qualche tipo di correlazione potrebbe effettivamente esserci.

Al mondo, infatti, non sono molti i Paesi che soffrono in questo momento di tassi di inflazione così alti e forse non è un caso che quando l’inflazione sale così in alto la popolazione cerchi riparo in bitcoin.

A dire il vero, anche in Colombia, dove il tasso di inflazione in realtà è molto contenuto, si è appena verificato il nuovo picco massimo di scambi, con quasi 9 miliardi di Pesos colombiani (COP), corrispondenti a 639 BTC, ma è possibile che questo sia dovuto allo stretto rapporto che lega il Paese al Venezuela.

Altri Paesi sudamericani hanno comunque fatto registrare nell’ultima settimana volumi di scambio sostenuti su Localbitcoins, come Cile e Perù: in questi Paesi l’inflazione è assolutamente sotto controllo, quindi in questi ultimi casi specifici l’inflazione non ha avuto un ruolo determinante nel favorire gli scambi in BTC.

Tuttavia, il Sud America si conferma come una delle zone al mondo più attive per quanto riguarda lo scambio diretto P2P di bitcoin e difficilmente si tratta di un caso. Infatti, anche in Brasile gli scambi non accennano a ridursi significativamente: i primi cinque Stati del continente per popolazione sono per l’appunto Brasile, Colombia, Argentina, Perù e Venezuela.