Ieri è stata presentata alla SEC americana una nuova richiesta di ETF su bitcoin e ethereum.

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Nonostante fino ad ora tutte le proposte ricevute siano state bocciate o rinviate, questa volta è il turno di Crescent Crypto Index Services, una controllata di Crescent Crypto Asset Management, insieme a United States Commodity Funds (USCF).

USCF è una società statunitense con sede a Oakland, in California, specializzata nella gestione di fondi scambiati in borsa, e in particolare proprio di ETF.

Anzi, è stata anche uno dei primi emittenti di ETF legati a materie prime negli Stati Uniti ed è nota per aver lanciato nel 2006 il primo ETF sul petrolio negli USA (ticker: USO), mentre nel 2007 ha lanciato il primo ETF sul gas naturale (ticker: UNG). USO e UNG sono attualmente due degli ETF più negoziati negli Stati Uniti.

L’ETF proposto si chiamerà USCF Crescent Crypto Index Fund (ticker: XBET) e seguirà l’indice Crescent Crypto Core II (CCINDX) che misura la performance di un portafoglio di bitcoin ed ether ponderato per capitalizzazione di mercato.

Nella richiesta si legge:

“XBET è un fondo negoziato in borsa. Ciò significa che la maggior parte degli investitori che decidono di acquistare o vendere azioni di XBET inseriscono i loro ordini attraverso i loro intermediari e possono incorrere in commissioni e spese di intermediazione. Si prevede che le azioni di XBET operino sul NYSE Arca con il simbolo “XBET” e saranno acquistate e vendute durante il giorno di negoziazione a prezzi denaro e lettera come altri titoli quotati in borsa”.

Christopher Matta, co-fondatore di Crescent, ha dichiarato:

“La missione di Crescent è quella di creare soluzioni d’investimento innovative che rendano le criptovalute accessibili agli investitori tradizionali”.

Attualmente quindi risulterebbero esserci tre proposte, per due delle quali la SEC ha già richiesto un primo rinvio: quella di VanEck e SolidX, in collaborazione con Cboe, e quella di Bitwise Asset Management con NYSE Arca.