I trentamila Ethereum rubati con l’hack a Cryptopia sono stati spostati su un wallet presumibilmente appartenente all’exchange Huobi. Ne ha dato annuncio su Twitter il servizio Whale Alert, che ha anche postato il link alla transazione incriminata su Etherscan.

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Di preciso si tratta di 30.790 ETH, per un controvalore in dollari superiore ai 7,7 milioni. Il trasferimento è avvenuto oggi, lunedì 20 maggio 2019, alle ore 01:43:57 UTC, ovvero giorni dopo che l’exchange ha annunciato di aver chiuso le operazioni e messo in liquidazione i suoi fondi.

Non si ha la certezza che il wallet su cui sono stati trasferiti appartenga all’exchange Huobi, ma secondo Whale Alert sarebbe decisamente probabile. Per ora dall’exchange non sono arrivate né conferme né smentite, ma sempre Whale Alert ipotizza che, una volta su Huobi, i 30.790 ETH potrebbero già anche essere stati venduti.

Invece la transazione è certa, perché l’indirizzo da cui sono stati inviati è noto sia uno di quelli usati da Cryptopia. Resta da capire come sia possibile che un indirizzo che in teoria dovrebbe essere sotto il controllo dei liquidatori possa essere movimentato, a meno che non siano stati i liquidatori stesso a movimentarlo.

L’exchange è stato vittima nel 2019 di ben due attacchi hacker, il secondo dei quali ha costretto alla chiusura definitiva delle operazioni, e dalla messa in liquidazione dei fondi.

A questo punto è lecito ipotizzare, tra le varie ipotesi che possono essere fatte, che si possa anche trattare di un nuovo attacco hacker, magari dovuto alla mancata messa in sicurezza di quei fondi.

Se infatti quell’indirizzo appartiene veramente a Cryptopia, è difficile immaginare che siano stati i liquidatori ad effettuare quella transazione verso Huobi.

Pertanto è possibile immaginare anche altre spiegazioni, tra le quali una transazione effettuata da hacker grazie ad un nuovo attacco, o forse anche da qualcuno che aveva accesso a quell’indirizzo pur non essendo uno dei liquidatori dei fondi della società.