La blockchain incontra l’alta moda
La blockchain incontra l’alta moda
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La blockchain incontra l’alta moda

By Patrizia Licata - 31 Mar 2018

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L’azienda DasCoin e lo stilista Julien Fournié hanno disegnato insieme la prossima soluzione blockchain per l’alta moda.

Michael Mathias, CEO della società che ha sviluppato la moneta DasCoin, ha infatti recentemente incontrato Fournié a un evento esclusivo al Salon Gustave Eiffel di Parigi per raccogliere le richieste dell’industria dell’haute couture.

Prima necessità: mettere in sicurezza proprietà intellettuale e transazioni lungo tutta la catena del valore, un’esigenza comune a molti settori industriali.

Dal 3D alla blockchain

Julien Fournié non è nuovo all’utilizzo dell’innovazione nella sua attività di designer: ha già contribuito alla ricerca e sviluppo di soluzioni in 3D per la creazione dei modelli insieme a Dassault Systèmes.

Ora, il designer parigino guarda alla blockchain per tracciare in ogni momento i diversi elementi della supply chain:

“Uno stilista ha bisogno di proteggere le sue creazioni in ogni fase del processo creativo, in modo sicuro, facile, efficiente”, ha dichiarato.

Contratti automatizzati

DasCoin sta sviluppando un prodotto che ingloberà le indicazioni date da Fournié.

Basata sulla blockchain, questa soluzione protegge la proprietà intellettuale dei disegni e autentica i prodotti finali, tracciando e certificando l’intero processo della creazione di moda. Vengono usati gli smart contract e altri accordi legali automatizzati, come quelli di non-disclosure, per assicurare che i modelli siano svelati solo ai partner autorizzati e che il loro utilizzo resti in ogni fase controllato, mentre i singoli stilisti possono essere registrati lungo la blockchain per provarne l’identità.

Tracciabilità e anti-contraffazione

Non è la prima volta che la moda applica tecnologie blockchain.

La designer londinese Martine Jarlgaard ha lanciato l’anno scorso, insieme alla società della blockchain Provenance, un progetto pilota che usa la tecnologia del registro distribuito e l’assegnazione di token digitali unici per garantire trasparenza, tracciando dal momento in cui la casa di moda seleziona un materiale a quello in cui la sua creazione raggiunge il cliente.

Ancora prima, Babyghost, casa di moda cino-americana degli stilisti Qiaoran Huang e Joshua Hupp, ha presentato alla Fashion Week di Shanghai di ottobre 2016 una collezione FashTech che ha incorporato la app anti-contraffazione VeChain sviluppata da BitSE, startup cinese della blockchain fondata da IBM.

Anche in Italia

Oggi il FashTech è uno dei settori dell’innovazione che le startup esplorano più da vicino, come dimostra la Startup Weekend FashTech appena chiusa a Dublino e come sicuramente proverà la Fashion Week di Berlino del prossimo luglio.

“Siamo in una fase di cambiamento epocale” ha dichiarato a un evento di Cariplo Factory e EconomyUp il co-fondatore di Lanieri Simone Maggi.

Lanieri è una startup italiana che vende online abiti su misura e accetta il pagamento con criptovalute. “Sono i clienti lo richiedono”, ha osservato Maggi. “Adesso dobbiamo andare oltre i bitcoin e guardare alla tecnologia che sta alla base: la blockchain”.

Patrizia Licata
Patrizia Licata

Laureata in Letteratura italiana (Sapienza di Roma) e giornalista pubblicista, lavora come freelance. Si occupa da sempre di energia, automotive e finanza. Negli ultimi anni si è specializzata sul web e l'economia digitale, anche grazie alla perfetta conoscenza dell'inglese. Ha collaborato con agenzie di stampa (9Colonne, Agi), quotidiani (Repubblica, inserto A&F), settimanali (Il Mondo-Rcs). Oggi scrive anche per CorCom e il Gruppo Digital360, L'Automobile-Aci, Start Magazine.

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