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Newegg accetterà bitcoin in Canada
Newegg accetterà bitcoin in Canada
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Newegg accetterà bitcoin in Canada

By Cesare Sacchetti - 4 Apr 2018

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Newegg, il popolare rivenditore online di strumenti informatici fondato negli Stati Uniti da Fred Chang, ha deciso di accettare bitcoin come mezzo di pagamento anche in Canada.

La società raggiunge una platea di circa 36 milioni di consumatori ed è stata tra le prime negli USA ad accettare bitcoin. La decisione di farlo anche in Canada rappresenta sicuramente una buona notizia per gli estimatori della criptovaluta.

Il suo CEO, Danny Lee, ha dichiarato che la decisione è coerente con la politica dell’azienda:

“Nel 2014, Newegg è stata tra le prime grandi compagnie ad offrire ai clienti l’opzione di pagamento in bitcoin”. “Da allora”, ha aggiunto Lee, “il valore del bitcoin è salito alle stelle, dando ai clienti possessori un notevole potere d’acquisto”.

Come molti altri rivenditori internazionali, Newegg accetta bitcoin servendosi di Bitpay come intermediario per processare i pagamenti.

Lo stesso CEO di Bitpay, Stephen Pair, ha riconosciuto la lungimiranza di Newegg, “tra le prime ad adottare il bitcoin, con uno slancio di fiducia fin dal 2014”.

Il Canada e le crypto

In Canada l’utilizzo di criptovalute comincia a diffondersi a macchia d’olio e la decisione di Newegg rappresenta un’opportunità per la conquista di nuove quote di mercato.

Qualche anno fa, il secondo Stato più esteso al mondo, ha anche pensato di lanciare la propria criptovaluta, CadCoin, una versione digitale del dollaro canadese basato su una blockchain privata controllata dalle banche.

Il progetto, infatti, era sviluppato dalla Central Bank of Canada insieme alla Bank of Montreal, CIBC, Royal Bank of Canada, Scotiabank and TD Bank, come si leggeva su un articolo pubblicato su Forbes.

Chissà se dopo Venezuela e Svezia avremo presto anche la crypto di Stato canadese.

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Cesare Sacchetti

Laureato con il massimo dei voti in Studi Europei alla Sapienza di Roma, è un giornalista che ha già collaborato per Il Fatto Quotidiano e Libero Quotidiano, dove si è occupato di economia dell'eurozona e di politica estera.

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