La Rivoluzione blockchain invade anche il mondo dell’auto
La Rivoluzione blockchain invade anche il mondo dell’auto
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La Rivoluzione blockchain invade anche il mondo dell’auto

By Daniele Chicca - 4 Apr 2018

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Le case automobilistiche di tutto il mondo stanno sperimentando come sfruttare la blockchain per trasformare le proprie attività e facilitare così l’esperienza di chi è alla guida della propria vettura.

Così come grazie alla tecnologia decentralizzata alla base delle criptovalute si possono ridurre nettamente i tempi di riconciliazione delle transazioni o di negoziazione di contratti, allo stesso modo si possono velocizzare le operazioni del conducente e i pagamenti legati alla propria vettura.

Porsche è convinta che il libro mastro dei dati distribuiti possa essere utilizzato per rendere più semplice, immediata ed efficiente l’esperienza del guidatore e dei passeggeri, per esempio aiutando il conducente ad aprire le portiere anche da remoto.

Con la collaborazione di una startup di Berlino, XAIN, la casa tedesca ha avviato un progetto pilota in cui in una Porsche Panamera è stata implementata la blockchain.

Tempi di accesso all’auto più rapidi

In questo modo è stato analizzato il comportamento alla guida del pilota, che a sua volta è stato in grado di comunicare direttamente con l’auto tramite un’applicazione, senza dover passare per un server esterno.

Questo ha reso più rapidi i tempi di risposta del mezzo di trasporto: fatta all’auto la richiesta di sblocco degli sportelli, il comando è stato eseguito in 1,5 secondi, sei volte meno dei tempi impiegati in media con il metodo tradizionale.

L’applicazione ideata, che funziona grazie a un algoritmo sviluppato dalla Oxford University e dall’Imperial College, consente di aprire gli sportelli a distanza e in tutta sicurezza.

Un server può essere hackerato, mentre con la blockchain il veicolo non può essere sbloccato senza autorizzazione. Aprendo il mezzo da remoto, il proprietario può permettere a un amico o a un collega di recuperare un indumento o un documento lasciato nell’auto, e a un postino o una società di consegna pacchi di lasciare all’interno dell’abitacolo l’oggetto da recapitare.

Porsche intende sfruttare anche le radici finanziarie della tecnologia. I proprietari di un’auto possono per esempio servirsi della blockchain per pagare l’energia necessaria a ricaricare le auto elettriche tramite la creazione di un contratto “intelligente” che effettua il prelievo direttamente dal proprio conto. Lo stesso sistema può essere utilizzato per pagare la vettura a rate: la blockchain dell’auto registrerebbe il saldo dovuto e cesserebbe di effettuare i pagamenti una volta raggiunta la somma richiesta.

Altre applicazioni: assicurazione, auto senza pilota e car sharing

Porsche è stata la prima a lanciarsi in un esperimento di questo tipo con la blockchain, ma sono innumerevoli le applicazioni possibili nel settore della la rete distribuita alla base di Bitcoin, Ethereum e altre crypto. La blockchain può essere per esempio adottata per abbreviare i tempi e rendere più sicure le transazioni per le compagnie di assicurazione auto oppure per la gestione dei mezzi nel car sharing. Qualsiasi transazione finanziaria, come gli abbonamenti al parcheggio o il versamento del bollo, potrebbe essere effettuata tramite i sistemi di pagamento sicuri e decentralizzati della blockchain.

Ma la tecnologia ha la potenzialità di plasmare il futuro, non solo il presente. Toyota lo ha capito e vorrebbe che la blockchain accompagni il grande cambiamento in atto nell’industria automobilistica. A maggio di un anno fa la casa giapponese ha avviato una partnership con il MIT Media Lab di Boston per trovare il miglior modo di utilizzare il libro mastro decentralizzato per rendere più efficienti le tecnologie di cui saranno dotate le vetture senza pilota.

Nel database si potrebbero ad esempio registrare tutti gli spostamenti del veicolo e i dati relativi al viaggio e ai tempi di percorrenza. Queste informazioni, unite alla situazione del traffico e alle condizioni meteo, potrebbero facilitare la vita ai produttori e al cliente finale. “Se tutti avessero a disposizione i dati di tutti, si accelererebbe il passaggio verso le auto senza pilota”, osservava a Coindesk James Johnson, co-fondatore e direttore del marketing presso Oaken. Per i protagonisti del settore il miglior modo per farlo è quello di “fare appello alla blockchain per la condivisione dei dati”.  

Blockchain per creare aree dell’economia completamente nuove

Anche altri grande case automobilistiche come Audi, Volkswagen, BMW, Mercedes, Daimler e Renault hanno lanciato iniziative per integrare la blockchain nel settore, con un occhio in particolare al mondo delle auto a guida autonoma. Secondo quanto stimato da Jim Milan, communication manager della concessionaria Auto Accessories Garage, entro il 2020 vedremo nelle strade 10 milioni di vetture senza pilota ed entro quella data una macchina su cinque sarà connessa a Internet.

Elon Musk, visionario amministratore delegato della casa di auto elettriche Tesla, prevede che entro 15 anni le auto senza pilota diventeranno le più popolari al mondo. Tuttavia, prima che questo accada c’è ancora da risolvere tutta una serie di problemi, primo fra tutti quello legato alla sicurezza. Sono in tanti, Musk compreso, a esprimere preoccupazioni riguardo alla cybersecurity e ai pericoli di cadere vittima di attacchi hacker.

È qui che entra in gioco la blockchain. La tecnologia condivisa e sicura del libro mastro di dati potrebbe ridurre enormemente i rischi di subire infiltrazioni informatiche ostili, secondo Milan. “Invece di avere tutte le auto interconnesse che fanno riferimento a un unico server, i dati della blockchain sono distribuiti tra tutti i membri della rete. Per piratare il sistema bisognerebbe violare le barriere di tutti i veicoli della rete allo stesso tempo, un compito pressoché impossibile”.

Gli esperimenti di utilizzo della rete decentralizzata nell’economia contemporanea stanno crescendo a vista d’occhio. Oltre a migliorare le applicazioni già esistenti nelle varie industrie come quella automobilistica, tuttavia, gli ultimi tentativi di collegamento tra la blockchain e i mezzi di trasporto del futuro dimostrano che le potenzialità delle “catene dei blocchi” vanno oltre e che la blockchain potrebbe creare aree dell’economia del tutto nuove e inesplorate prima d’ora.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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