Comunità in guerra sul fork di Ethereum
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Comunità in guerra sul fork di Ethereum

By Fabio Lugano - 26 Apr 2018

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Uno degli eventi più traumatici nella breve storia di Ethereum, dopo l’hack del DAO 2016, è stato il congelamento dei fondi nel wallet multisig Parity avvenuto nel novembre 2017.

Questo evento ha portato al congelamento, praticamente alla totale indisponibilità, di oltre 260 milioni di dollari in ETH, una cifra importante che ha colpito una dei wallet più diffusi. Da quel momento si sono ascoltate diverse proposte di soluzione al problema, alcune delle quali, ad esempio, come la creazione di ERP.

L’ultima soluzione, la EIP999, ha però portato la discussione a un livello molto più acceso con una vera e propria divisione della comunità, con il rischio di uno split, cioè di un hard fork.

La proposta, creata da Afrin Schoeden, responsabile della comunicazione di Parity, prevedeva la semplice cancellazione dello smart contract difettoso e la sua sostituzione con una versione corretta allo scopo di consentire il recupero dei token bloccati.

La mossa era giustificata dal fatto che non vi sarebbero stati trasferimenti di valore ingiustificati e che si rendeva necessario correggere gli errori di programmazione perchè, in caso contrario, vi sarebbe stato un freno allo sviluppo di nuovi wallet: chi programma può fare errori purché siano reversibili. Altrimenti i rischi diventano inaccettabili.

Purtroppo, questa visione è stata fortemente contestata da Péter Szilágyi, sviluppatore leader di Geth, software house finanziata dalla Ethereum Foundation e molto utilizzata dalla comunità.

Secondo Szilàgyi con lo sblocco di questi token verrebbero modificati gli equilibri di valore del mercato, che ha già scontato la cancellazione di questi token. Il risultato sarebbe quindi un ingiustificato trasferimento di valore da tutti i possessori di Ethereum a quelli ricreati dalla correzione della libreria.

E’ nato quindi un acceso scontro fra le comunità di Parity e di Geth, con la sostanziale minaccia di Parity di applicare comunque la modifica del software, splittando la comunità e danneggiando anche tutti i token ERC20.

La proposta ad ora è stata respinta, seppur di misura. Ma il problema resta aperto e richiederebbe una soluzione senza la quale potrebbero arrivare nuovi hard fork.

Da registrare, infine, che i team di Golem e di Parity hanno confermato via twitter il loro impegno per risolvere il problema senza causare traumi ulteriori.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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