Quel flop del future sul bitcoin
Quel flop del future sul bitcoin
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Quel flop del future sul bitcoin

By Fabio Lugano - 1 Mag 2018

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Quando sono stati annunciati e introdotti nel dicembre 2017 vi era una grande attesa riguardo ai future su Bitcoin.

Si immaginava potessero essere un grosso elemento di innovazione finanziaria, soprattutto per investitori istituzionali o comunque per soggetti abituati alle forme più speculative della finanza tradizionale.

Ci si aspettava, infine, anche che i prezzi dei contratti future a scadenza, come avviene per le materie prime, potessero fungere da elemento previsionale nei prezzi attesi di Bitcoin. Purtroppo non è andata così.

Sono due le società che si sono buttate sull’affare dei future di Bitcoin, la CBOE e la CME, con la seconda di maggiori dimensioni, ma partita due settimane dopo la prima.

Passati i primi momenti di euforia si è presto compreso che i contratti non raggiungevano un volume rilevante, rispetto al totale delle quotazioni di Bitcoin.

Per fare un esempio pratico, i volumi odierni complessivi di BTC raggiungono gli 8 miliardi, su 158 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre i volumi transati di tutti i contratti, alle varie scadenze, dei contratti future raggiungono i 700 milioni, meno del 10%.

Anche i prezzi dei contratti, invece di fungere da elemento  previsionale, dopo un primo momento di confusione, hanno iniziato a seguire abbastanza pedissequamente i prezzi delle quotazioni della valuta virtuale.

Per fare un esempio i contratti attuali CME a un mese quotano 9315, quelli a 3 mesi 9345, e BTC su Coinmarkecap quota 9320.

Quel flop del future sul bitcoin

Quindi quello del future Bitcoin si configura, almeno per ora, come un mercato di nicchia. Le limitazioni su orari e giorni di chiusura, che seguono quello dei mercati dei future, non aiutano, considerando che l’investitore ordinario in Bitcoin ha la libertà di tradare in qualsiasi momento.

Recentemente si è assistito a una ripresa dei volumi, in contemporanea con l’apparente ultimo ciclo ribassista di BTC, ma non è chiaro se vi sia correlazione o se, semplicemente, il rialzo dei corsi non abbia riacceso un po’ di interesse nei future.

Insomma i future sui bitcoin sono stati innovativi ma ad oggi non pesano sul mercato di BTC, rimanendo più che altro un elemento esotico.

Bisogna ammettere che sono passati solo cinque mesi dalla loro introduzione.

Si vedrà.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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