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L’Australia punta a modernizzare il commercio con la blockchain
L’Australia punta a modernizzare il commercio con la blockchain
Blockchain

L’Australia punta a modernizzare il commercio con la blockchain

By Daniele Chicca - 13 Mag 2018

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Dal settore privato a quello pubblico sta crescendo il numero di iniziative volte a sfruttare la blockchain, tecnologia alla base delle criptovalute, per tenere traccia di tutte le fasi della catena di approvvigionamento di un determinato prodotto commerciale.

L’ultimo in ordine di tempo a salire sul carro è l’Australia, Paese noto non solo come meta turistica ambita, ma anche come hub del commercio internazionale.

Il governo – tramite il Dipartimento degli Interni (Department of Home Affairs) – sta studiando un progetto per servirsi della rete distribuita e decentralizzata per alimentare e migliorare le sue attività economiche.

Terra ricca di risorse di base, l’Australia ha intenzione di rivolgersi alle nuove tecnologie come blockchain, Internet of Things, cloud computing e intelligenza artificiale per modernizzare il suo sistema di scambi interni e con l’esterno.

Le tecnologie che “formano un ecosistema nel quale ciascuna sfrutta e alimenta lo sviluppo dell’altra” – dice l’esecutivo – aiuteranno ad assicurare “la validità, veridicità dei dati commerciali, migliorando il processo di analisi e di intelligence” delle autorità.

Di queste, la più promettente è la blockchain, che consentirà di velocizzare le operazioni e di ridurre i rischi legati alla sicurezza delle transazioni, evitando di fare ricorso a intermediari esterni.

Rendendo accessibili in tempo reale le informazioni lungo tutta la supply chain, la rete offrirà al governo australiano la possibilità di prendere le decisioni migliori e più redditizie in base ai dati a disposizione.

Un vantaggio per tutti

Ogni area della supply chain sarà coperta e monitorata dal governo e dalle aziende coinvolte. In questo modo anche l’esperienza del cliente ne uscirà migliorata, in quanto la catena dei blocchi garantisce l’affidabilità e la trasparenza dei dati immessi.

Nella proposta governativa, avanzata il 9 maggio, si legge che “una singola finestra creerà un’interfaccia digitale sicura tra il governo e l’industria, facilitando il rispetto da parte delle aziende dei requisiti del commercio internazionale”.

Si tratta di un approccio completamente nuovo per l’Australia, con cui il Paese spera anche di stringere nuove partnership commerciali in settori come quello agroalimentare, del vino, del trasporto marittimo, del lusso, farmaceutico, o ancora dei beni immobiliari.

Blockchain diventerà infrastruttura dominante nel commercio

Le catene logistiche e di approvvigionamento di beni fanno ancora affidamento su sistemi obsoleti e documenti di carta facilmente falsificabili.

In futuro sono destinate a diventare sempre di più digitali.

È in questo contesto che entra in gioco la blockchain, la quale potrebbe costituire l’infrastruttura dominante della supply chain, nel settore privato così come in ambito pubblico.

La blockchain non risolverà forse tutti i problemi associati alla frode e alla tracciabilità, ma grazie alla sua trasparenza e integrità, permetterà di contribuire a ridurre i casi di questo genere e gli errori, responsabilizzando gli attori commerciali al momento in cui devono iscrivere le informazioni nel registro condiviso.

Inoltre, la tecnologia potrebbe trasformare la supply chain in un elemento più “vendibile” lato marketing.

Un’azienda o un governo che usa la blockchain sarà in grado di offrire maggiori garanzie commerciali e questo aumenterà la fiducia dei consumatori nei confronti dell’autenticità dei prodotti scambiati, siano essi biologici o Made in Australia.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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