Alex Tapscott, “Le chain permissioned diventeranno casi sempre più isolati”
Alex Tapscott, “Le chain permissioned diventeranno casi sempre più isolati”
Interviste

Alex Tapscott, “Le chain permissioned diventeranno casi sempre più isolati”

By Amelia Tomasicchio - 31 Lug 2018

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Cryptonomist ha avuto l’opportunità di intervistare Alex Tapscott, autore canadese del bestseller “Blockchain Revolution” e CEO e fondatore di NextBlock Global.

Insieme al suo famoso padre, Don Tapscott, ha anche fondato l’International Blockchain Research Institute di Toronto.

Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di tecnologie opensource e decentralizzate?

Ve ne sono parecchie. Ma mi concentrerò sulla sicurezza e sulla fiducia. Iniziamo dalla sicurezza: in un sistema centralizzato, c’è spesso un punto di attacco. I sistemi centralizzati sono intrinsecamente vulnerabili e praticamente ogni azienda, governo o altre istituzioni hanno affrontato questo problema.

In un sistema decentralizzato come quello della blockchain, invece, dovresti hackerare, allo stesso tempo, migliaia di computer che consumano molta energia e farlo in un lasso di tempo limitato con tutta la rete che cerca di difendersi dal tuo attacco. Non è impossibile (nulla lo è), ma è più sicuro del sistema centralizzato.

Il secondo vantaggio è la fiducia. Sistemi aperti e decentralizzati che dipendono da una rete collaborativa consentono a tutto il mondo di effettuare transazioni peer to peer senza intermediari come banche, governi, aziende, ecc…

La fiducia è fondamentale per la nostra economia. Un protocollo di fiducia nativo ha alcune implicazioni enormi per le imprese, il governo e la società.

Qual è il futuro per i registri permissioned e quelli permissionless? Quale ha più potenziale?

Penso che ci siano tantissimi casi d’uso per le blockchain private e permissioned, in particolare nei mercati finanziari come quello a reddito fisso.

Si consideri il sistema dei primary dealer, in cui un numero ristretto di aziende ha il permesso di operare con la Federal Reserve.

Ciò potrebbe essere fatto in modo molto più efficiente su una blockchain autorizzata, ma è molto improbabile che queste operazioni vengano eseguite su un registro pubblico.

Tuttavia, penso che la maggior parte delle applicazioni distribuite per i consumatori saranno sviluppate su sistemi senza permesso come Ethereum, Cosmos e Aion.

I sistemi aperti senza permesso – permissionless – beneficiano di innovazioni, sperimentazioni ed effetti di rete, mentre i sistemi chiusi no. Inoltre, mi aspetto che le diverse piattaforme tecnologiche diventino sempre meno rilevanti nel corso del tempo, in quanto si integrano più facilmente grazie agli standard di interoperabilità.

Di conseguenza, i sistemi autorizzati “permissioned” diventeranno casi sempre più isolati, diventando le intranet della seconda era di Internet.

La blockchain diventerà pervasiva come Internet?

Sarà molto più pervasiva, anche se non sempre gli utenti sapranno come funziona. Internet è diventato un aspetto essenziale della nostra vita quotidiana al punto da scomparire. Non ci colleghiamo a Internet, siamo sempre connessi.

C’è da dire però che Internet attualmente è un protocollo di informazione e non è adatto a gestire valore e risorse. In altre parole, il modo in cui trasferiamo valore e monetizziamo le risorse non è cambiato molto dall’inizio del ventesimo secolo, ma cambierà con la blockchain.

La contabilità a partita doppia ha costituito la base del nostro sistema capitalistico negli ultimi cinque secoli, ma è rimasta praticamente invariata. Ora, con la blockchain, stiamo pensando di introdurre la contabilità a partita tripla.

Questa è la prima innovazione in 500 anni per la contabilità, cosa che costituisce la base della nostra economia capitalista globale. L’impatto potrebbe non essere notato da tutti ma avrà notevoli conseguenze.

In che modo i token possono svolgere un ruolo nell’innovazione?

I beni digitali, o token, hanno già svolto un ruolo nell’innovazione, anche prima che arrivasse la blockchain: pensate ai punti fedeltà, ai coupon online o agli acquisti nei giochi come World of Warcraft, Second Life e altri.

Tuttavia, sono sempre state intrinsecamente limitate, in quanto si affidano ad un intermediario centrale per l’attribuzione di valore.

I crypto-asset nei mercati decentralizzati sono liberi da questo vincolo e possono quindi avere un valore e un’utilità di gran lunga maggiori.

Consideriamo CryptoKitties. È improbabile che qualcuno avrebbe acquistato un gatto digitale per 100.000 dollari se l’unica attestazione del suo valore fosse ciò che ha detto qualche azienda.

Invece, è il mercato a dare il valore e tutti possono fidarsi della scarsità digitale dei gatti, perché sono un bene unico, dimostrabile e verificabile tramite una blockchain.

Potrebbe il ruolo degli Stati nazionali essere ridotto o addirittura eliminato dalla decentralizzazione?

Certamente sconvolgerà alcuni ruoli tradizionali degli Stati nazionali, ma non li eliminerà del tutto. In generale, penso che la tecnologia decentralizzata dovrebbe rendere per i governi più facile servire i cittadini, ma più difficile sorvegliarli.

La blockchain può abilitare sistemi di identità auto-sovrani, e creare documenti di governo immutabili per proteggere i diritti di proprietà dei cittadini. Queste dovrebbero essere viste come enormi opportunità per i governi democratici, il cui ruolo è principalmente quello di servire i loro cittadini.

È importante ricordare che la tecnologia non ha ideologie. Per manipolare il processo elettorale negli Stati Uniti è stata utilizzata esattamente la stessa tecnologia utilizzata per responsabilizzare i manifestanti durante la Primavera Araba.

Il potenziale di questa tecnologia di fare del bene è determinato dalla nostra volontà di guidare. Quindi diamoci da fare!

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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