Il Petro c’è ma non si vede. E sembra tutto un gigantesco fake
Interviste

Il Petro c’è ma non si vede. E sembra tutto un gigantesco fake

By Marco Cavicchioli - 25 Ago 2018

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Ma il Petro esiste o è tutto un gigantesco fake? E’ nato davvero o è solo un’operazione di facciata?

Proviamo a stare ai fatti: il 20 agosto il Petro è diventato moneta nazionale in Venezuela ma in realtà non si è ancora visto in circolazione.

Ad oggi, infatti, nessun exchange permette che venga scambiato e non c’è traccia di un wallet scaricabile.

Nemmeno la blockchain è consultabile pubblicamente. Ma allora, che fine ha fatto? Dov’è?

Si sa che ufficialmente il Petro dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere basato sulla blockchain di NEM. Ma è davvero così?

A dare una risposta ci prova in questa intervista Marco Michelino, tra i primi a seguire la blockchain di NEM fin dal gennaio 2014.

Michelino è uno degli amministratori del gruppo Telegram e cura il Meetup ufficiale NEM di Milano (l’unico in Italia), di conseguenza conosce molto bene questa blockchain ed è in grado di ricercare dettagli che possano riguardare il Petro token.

Secondo Michelino sulla blockchain di NEM il Petro sembra esserci. Del resto nel Whitepaper ufficiale è scritto che Petro usa NEM, ma alcuni dubbi restano.

Originariamente il PTR era un token ERC20 basato su Ethereum. Infatti, su Etherscan ci sarebbe la storia delle transazioni. Poi in seguito sarebbe passato bruscamente a NEM.

Su Etherscan risultano solo 12 possessori del token ERC20 originale, ma non vi è una spiegazione chiara della presenza di questi token sulla blockchain di Ethereum, se non come residuo della pre-vendita prima del cambio di blockchain.

Michelino, si può dire con certezza che il Petro è basato su uno smart contract sulla blockchain di NEM? O no?

Su NEM non è necessario scrivere uno smart contract per creare un token: bastano pochi click nel wallet per farlo.

Il whitepaper di Petro afferma che questo è un asset della blockchain NEM, inoltre il Petrowallet è chiaramente una versione leggermente modificata del wallet NEM.

Non esiste però alcuna informazione ufficiale atta ad identificare l’asset Petro nella blockchain NEM tra i numerosi asset esistenti.

Quindi?

Come dicevo, non esistono informazioni ufficiali che consentano di identificare Petro nella blockchain NEM; vedo però che lo scorso febbraio è stato creato un namespace “petro” nella blockchain e tre asset distinti al suo interno. Questi asset sembrano essere stati utilizzati per la gestione di una ICO e distribuiti a poche centinaia di account ma non sono concepiti per essere scambiati tra gli utenti; al contrario sembrano pensati proprio per impedirne la loro libera circolazione.

Lo stesso account che ha creato il namespace “petro” ha creato anche un asset denominato “ve:ptr” con cento milioni di unità e sei cifre decimali la cui descrizione recita: “Petro is a sovereign crypto asset backed by oil assets and issued by the Venezuelan State as a spearhead for the development of an independent, transparent and open digital economy open to direct participation of citizens. It serve as a platform for the growth of a fairer financial system that contributes to development, autonomy and trade between emerging economies.”

Ho motivo di credere che questo asset sia il fantomatico Petro ma, al momento, non è stato distribuito; tutti i token si trovano ancora in un unico account.

Questi “smart contract” sono assolutamente incontrovertibili? Ovvero ci sarebbe qualche possibile modo, anche disonesto, per aumentare il numero di token in circolazione?

L’asset “ve:ptr” è stato creato in modo tale che non sia possibile modificarne in alcun modo la quantità a posteriori (è un semplice checkbox da spuntare in fase di creazione).

Dal momento che la distribuzione non è ancora iniziata, nulla vieterebbe però di creare un nuovo asset e distribuire quello invece di “ve:ptr”.

I token sono già in circolazione sul mercato? O per ora sono solo per pochi investitori?

Petro non è stato ancora distribuito agli utenti, men che mai listato su qualche exchange.

Si trovano però online foto, risalenti allo scorso febbraio, del presidente Maduro che conduce trattative con gli esponenti di Zeus Exchange, un progetto russo tuttora in fase di sviluppo.

Al tavolo delle trattative fu invitato anche l’ingegner Lon Wong che all’epoca dei fatti era il presidente della NEM Foundation. Lon declinò l’invito sottolineando che, essendo la blockchain NEM decentralizzata, lui non poteva far nulla per agevolare o per ostacolare il progetto.

L’iniziativa del presidente venezuelano Maduro cosa comporta per le prospettive del progetto NEM?

Il presidente Maduro ha ben poca credibilità in ambito internazionale e sembra che anche la maggioranza dei venezuelani gli sia ostile.

Petro ha già nociuto a NEM in febbraio quando ci sono stati attacchi su Twitter e Reddit ove siamo stati definiti “amici dei dittatori” nonostante la NEM Foundation avesse preso le distanze dal progetto di Maduro.

Un meetup NEM pianificato in Venezuela fu annullato dall’organizzatore per il timore che potessero scoppiare disordini.

Dubito fortemente che NEM possa ricavare qualche beneficio da questa vicenda.

Attualmente i vertici della NEM Foundation rifiutano di rispondere a qualsiasi domanda inerente Petro.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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