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Thailandia, un wallet di Stato contro il riciclaggio
Thailandia, un wallet di Stato contro il riciclaggio
Criptovalute

Thailandia, un wallet di Stato contro il riciclaggio

By Fabio Lugano - 6 Set 2018

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A un recente seminario gli ufficiali del servizio thailandese AMLO (Anti Money Laundering Office, cioè il servizio antiriciclaggio) hanno fatto trapelare che le forze dell’ordine stanno pianificando il lancio di un wallet che permetta di sequestrare in modo automatico le valute digitali utilizzate per fini delinquenziali.

Gli agenti governativi hanno anche notato che, allo stato attuale, non hanno strumenti giuridici che permettano loro di sequestrare o congelare i fondi in criptovalute, per cui sinora la AMLO si è dovuta limitare ad accusare ed eventualmente arrestare i malintenzionati o a sequestrare i loro beni fisici.

Ad esempio, il Servizio crimini tecnologici della polizia reale thailandese ha recentemente messo fine a un traffico di pornografia infantile che vedeva coinvolti cittadini europei, per un valore di oltre 3,5 milioni di dollari, nel quale però i sequestri si sono dovuti fermare di fronte all’impossibilità fisica e legale di penetrare i wallet dei criminali.

La Thailandia è uno dei pochi Paesi che ha introdotto uno schema complessivo per le criptovalute e l’utilizzo del DLT e una normativa per le ICO.

Va ricordato che iniziative di medio-grandi dimensione nel settore, come OmiseGo, hanno proprio origine in questo Paese.

Non mancano problemi di carattere legale nella raccolta delle prove per i crimini che coinvolgono valute virtuali, come ha sottolineato il Chartpong Chirabandhu dell’ufficio del Procuratore Generale thailandese: “Un grosso problema con le criptovalute e di altre prove simili è identificare gli operatori nelle transazioni. Spesso, quando presentiamo le prove al giudice, non siamo in grado di convincerlo”.

In Thailandia si è anche valutata la creazione di un’unità specifica per la la lotta contro i cripto criminali, soprattutto dopo l’arresto di una gang che era riuscita a truffare 30 milioni di dollari con le valute virtuali.

L’introduzione di un wallet sicuro permetterebbe comunque una raccolta di prove molto più preciso, oltre al blocco di eventuali somme coinvolte in attività di carattere criminoso, fornendo il necessario quadro normativo ad un’economia sempre più digitale e decentralizzata.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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