Brock Pierce: “Non sono un fan del maximalism”
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Brock Pierce: “Non sono un fan del maximalism”

By Amelia Tomasicchio - 10 Set 2018

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Dopo lo speech di McAfee e la pausa caffè arriva il turno di Brock Pierce, imprenditore ed ex attore americano.

Il suo speech era stato annunciato come “exclusive presentation” e quindi l’attesa era piuttosto alta. In realtà, purtroppo, non ha presentato nessun nuovo progetto, ma il suo speech è stato molto interessante perché, al contrario degli altri speaker, ha spiegato la sua visione del mondo crypto che è molto filosofica e filantropica.

Innanzitutto, ha spiegato che il suo background è il gaming, con all’attivo la pubblicazione di oltre 2000 giochi, come abbiamo avuto modo di sapere grazie ad una breve chiacchierata  che abbiamo fatto con lui prima dello speech.

“All’inizio le ICO sono state fatte per far investire le persone che non avevano accesso alle VC e ci ha messo molti anni per diventare popolare. Con le ICO si possono guadagnare molti più soldi di quelli che servono e di quelli che si possono fare in VC,” spiega Pierce, che si definisce tra l’altro un Venture Capitalist.

“Si tratta di una bolla? La bolla del Dotcom fu di 6.7 triliardi, quella delle crypto solo $200 miliardi. Questa è una correzione. La vera bubble è lo stock market, è questo che mi preoccupa”.

Dopo questa parte un po’ più tecnica, Pierce spiega la sua filosofia di business, basata sul concetto di kaizen, dal cinese Kai (cambiamento) e Zen (migliore), quindi del continuo migliorarsi e migliorare il mondo.

“La cosa importante è il Self-development, per cambiare il mondo devi iniziare a pensare al tuo scopo nella vita. In cosa sei bravo? Cosa ami? Cosa serve al mondo? Se fai quello che ti piace puoi fare qualcosa per il mondo. Il denaro non deve essere il focus. Abbiamo costruito il mondo della mediocrità perché non ci interessa che il prodotto sia buono, ma che sia poco costoso.”

La sua filosofia si basa anche sul concetto di Pay it Forward: il focus non deve essere su se stessi ma sul cosa si può fare per il mondo. Questa, secondo lui, è anche il miglior modo per crearsi una forte rete di contatti: “la miglior cosa da fare per crearsi dei contatti è basare la relazione su come tu puoi aiutare gli altri e non cosa loro possono fare per te […] Secondo me miliardario non è chi guadagna miliardi ma chi impatta positivamente sulla vita di miliardi di persone”.

“Un’altra cosa importante è il compounding impact: passiamo molto tempo a parlare della tecnologia, ovviamente è importante ma è open source, quindi può essere copiata. La cosa che cambia è la community. Quello che fa la differenza in un progetto è la capacità di creare una community. Devi pensare: è questo il meglio per la mia community? La community deve venire sempre per prima, non tu”.

Continuando con la spiegazione della sua visione del mondo crypto, Pierce spiega anche che per lui ogni tipo di maximalism è negativa: “Non sono un fan di nessun token maximalism, tutti vinciamo se qualcosa cambia il mondo per il meglio”.

Infine, dopo lo speech, la moderatrice dell’evento chiede il parere di Pierce su Petro.

“Petro non sta funzionando perché non è decentralizzato e per usarlo ci si deve fidare del governo. Bitcoin, invece, è molto popolare in Venezuela. La popolazione sta cercando qualsiasi store of value da accumulare, anche cose come stereo e tv. Paragonando il mercato di bitcoin alla piccola economia del Venezuela, bitcoin è forse più usato in Venezuela che altrove”.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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