WSJCoin, da oggi il Wall Street Journal ha la sua crypto
WSJCoin, da oggi il Wall Street Journal ha la sua crypto
Criptovalute

WSJCoin, da oggi il Wall Street Journal ha la sua crypto

By Marco Cavicchioli - 4 Ott 2018

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Dopo il progetto Bakkt, del proprietario della Borsa di New York, arriva sul mercato la WSJCoin, ovvero la criptovaluta del Wall Street Journal, forse il magazine più importante al mondo.

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Come spiegano, WSJ ha intrapreso questo percorso per “capire ciò che guida il selvaggio mercato delle criptovalute: la tecnologia, l’hype e l’innovazione, combinati con l’hacking, la manipolazione del mercato e l’aumento della regolamentazione”.

E così, grazie anche ad un viaggio in Giappone, avrebbero scoperto che creare una criptovaluta è relativamente facile: è sufficiente trovare una startup blockchain e scrivere del codice. Tuttavia, da questo test, hanno anche scoperto che darle un valore e renderla utile è molto più difficile.

A questo punto hanno frequentato la comunità crypto giapponese alla ricerca di aziende o servizi che fossero interessati ad accettare la loro criptovaluta come mezzo di pagamento.

Non trovando nessuno, hanno concluso che l’interesse per il settore sarebbe in diminuzione, e che “la mania è svanita”.

Questo approccio sembra un po’ naif per una pubblicazione come il Wall Street Journal: chi conosce le criptovalute sa benissimo che, se da un lato chiunque può crearsi un proprio token, questo all’inizio ha valore zero. Inoltre, se il progetto non apporta alcuna novità o vantaggio significativi ovviamente non ha appeal. Non basta etichettare un token con un nome roboante per far sì che venga accettato, anzi: un’iniziativa simile tende ad avere un suggestivo retrogusto di scam.

Detto questo, la mania potrebbe anche essersi affievolita dopo l’hype di fine 2017.

Tuttavia, come dimostrano i casi di Bakkt ed ErisX, un interesse sano verso il mondo crypto c’è ancora, e sono proprio i mercati finanziari tradizionali uno dei principali driver che sta spingendo le crypto su terreni inesplorati ed istituzionali.

Tanto che lo stesso Wall Street Journal, dopo il “fallimento” del suo tentativo di piazzare il proprio token, è stato costretto ad ammettere che, durante il proprio viaggio in Giappone, sono state trovate ancora molte persone che stanno lavorando a questa tecnologia.

Non è un caso che il loro articolo con cui hanno presentato il progetto si concluda con le parole di Ivan Zasarsky, un partner con sede ad Hong Kong nell’unità criminale finanziaria di Deloitte, che afferma: “C’è ancora il potenziale per un’innovazione significativa. Questo è solo il primo centimetro in una corsa di chilometri”.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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