Stable coin, una minaccia per le banche
Stable coin, una minaccia per le banche
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Stable coin, una minaccia per le banche

By Amelia Tomasicchio - 14 Ott 2018

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Circle, Gemini, Tether, GMO Internet… tutti stanno entrando nel mercato delle stable coin, determinando un vero e proprio hype verso questo tipologia di criptovaluta meno volatile delle normali bitcoin, ethereum e via dicendo.

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Le stable coin, infatti, sono crypto legate al valore di asset e valute fiat che, solitamente sono meno soggette alla fluttuazione repentina dei prezzi. Un esempio è Ekon, una crypto creata da Eidoo che si lega al prezzo dell’oro. Ogni token corrisponde ad 1 grammo di oro, quindi il valore del token corrisponderà al prezzo di quel grammo di oro, solitamente un asset meno volatile di una qualsiasi tra le crypto.

La stessa cosa si potrebbe dire di USDT, legata al prezzo del dollaro, come anche del cryptopound legato al prezzo della sterlina. Ad oggi esistono oltre 60 stable coin di cui il 77% peggate al valore di asset e il 54% con valuta fiat come collaterale (dati di Blockchain Luxemburg SA).

Ma quali sono i veri vantaggi di questa nuova tipologia di asset? Se non sono soggette a volatilità, che senso ha investirci? Se il 66% delle stable coin, praticamente tutte ERC20, è legata al prezzo del dollaro, un motivo sicuramente ci sarà.

La volatilità

Speghiamo meglio il concetto di volatilità. Si tratta di una delle proprietà forse più interessanti ma anche pericolose delle criptovalute.

Un trader potrà anche beneficiarne, ma per un’adozione di massa delle crypto – e quindi per il loro utilizzo come metodo di pagamento – questo è un vero problema. Infatti, se il prezzo oscilla anche di centinaia di dollari in qualche minuto, come si fa a stabilire un prezzo fisso per una merce? Praticamente impossibile.

Una stable coin, invece, rimane ancorata al prezzo del dollaro, quindi il valore sarebbe equivalente, quindi molto più facile da usare come metodo di pagamento.

Velocità e cambio 0

Ma allora perché non usare la valuta fiat? Sicuramente per abbattere le barriere territoriali e quindi anche il problema di fare sempre il cambio di valuta, per esempio, nel caso in cui si viaggi molto. A nessuno è mai capitato di fare un viaggio dalla Svizzera a Londra passando per l’Italia? Un incubo. Ovvio, ci sono le carte di credito, ma le commissioni di cambio sono veramente alte.

I passaggi dagli exchange

Fare un bonifico da e per un exchange certe volte è veramente un incubo. Ci si impiega un sacco di tempo e molto spesso le banche non permettono frequenti passaggi di valuta fiat da e verso gli exchange.

Non solo per i trader, ma anche per chi volesse acquistare e usare le crypto, è difficile fare queste operazioni e qui vengono in aiuto le stable coin.

Non essendo soggette ad alta volatilità – o addirittura a volatilità praticamente nulla – si potrebbero cambiare le proprie valute fiat in stable coin e conservarle in questa formula, in modo da essere subito pronti ad usarle o a convertirle in crypto.

Insomma, le stable coin potrebbero davvero rappresentare “il futuro del denaro”, come hanno dichiarato anche i fratelli Winklevoss che hanno di recente lanciato sul mercato il Gemini dollar, una stable coin autorizzata in America e legata al dollaro americano.

Ma se queste stable coin prendessero piede, per le banche potrebbe essere una minaccia. E infatti la Banca Popolare Cinese, da sempre ostile alle criptovalute, proprio ieri si è scagliata anche contro le stable coin, definendole proprio una minaccia per il sistema bancario.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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