Benedict Evans, “Ignorare le criptovalute è come ignorare l’Internet nel 1993”
Benedict Evans, “Ignorare le criptovalute è come ignorare l’Internet nel 1993”
Criptovalute

Benedict Evans, “Ignorare le criptovalute è come ignorare l’Internet nel 1993”

By Adrian Zmudzinski - 1 Nov 2018

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Un venture capitalist di successo e partner generale di Andreessen Horowitz (A16Z), Benedict Evans, ha recentemente dichiarato che “ignorare le criptovalute è come ignorare l’Internet nel 1993.”

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Secondo Evans, concentrarsi sui progetti falliti e fraudolenti nel settore delle criptovalute sarebbe come concentrarsi sulla mancanza di sviluppi del Cuecat, Usenet e Boo.com e prendere quelli come riferimento per giudicare Internet.

“Le criptovalute oggi hanno molto in comune sia con l’Internet nel 1993 che nel 1999. Un enorme potenziale con pochi casi d’uso ancora inventati, combinati con frodi e delusioni. Questo rende più facile ignorare questa industria. Ma liquidare la crittografia come una truffa inutile è come valutare Usenet, Cuecat e Boo.com e ignorare Internet. Si scambiano le applicazioni e l’infrastruttura che ne permette l’esistenza.”

Un punto di vista popolare

In passato anche Ben Horowitz, co-fondatore di A16Z, ha fatto presente quanto le nuove tecnologie possano essere fuorvianti per chi cerca di valutarne il potenziale. Infatti, all’inizio del loro ciclo di sviluppo molte tecnologie sembrano inferiori a quello che poi diventano col tempo.

Un esempio emblematico di questa meccanica sono le fotocamere digitali che, essendo inizialmente state additate come inutili, non sono state adottate e sviluppate dalla Kodak.

Anzi, volendo preservare il proprio business model, Kodak ha cercato di impedire lo sviluppo di questa tecnologia. Questo, secondo molti, è il motivo per via del quale adesso questa azienda oggi è solo un’ombra di quello che era un tempo.

È facile provare ad utilizzare Bitcoin e dire: “È lento e difficile da utilizzare, non avrà mai successo”. Allo stesso modo era facile commettere lo stesso errore vedendo un tempo l’immagine di bassa risoluzione e qualità generata da un sensore digitale dall’immenso costo.

Una bolla c’è

Internet, ai suoi inizi, era avvolto in una bolla, proprio come adesso lo sono le criptovalute.

La maggior parte del valore di questo mercato è dovuto ad una speculazione scaturita dall’anticipazione dell’effetto rivoluzionario che queste avranno in futuro su molti settori.

Spesso, gli investitori nei nuovi mercati accorrono ad investire nei nuovi progetti per lucrare sulla bolla. Infatti, nel periodo di maggior valore del mercato alcuni progetti hanno raggiunto una valutazione di vari miliardi di dollari.

Ma proprio come nella bolla dotcom si nascondevano sia Amazon che Pets.com, anche nella bolla delle criptovalute oltre a progetti senza valore si trovano delle vere e proprie perle.

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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