Convertire Petro in altre crypto: nel 2018 sarà possibile
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Convertire Petro in altre crypto: nel 2018 sarà possibile

By Marco Cavicchioli - 13 Nov 2018

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Sembra quasi una televendita: chi acquista entro il 31 dicembre potrà convertire Petro in altre crypto.

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Dopo aver deciso di non consentire l’acquisto della criptovaluta di Stato venezuelana in valuta fiat nazionale (il bolivar), la nuova mossa del governo venezuelano assomiglia tanto ad un’operazione di marketing.

Ad oggi è possibile acquistare Petro in bitcoin e litecoin e solo dal sito ufficiale, non esistono ancora wallet funzionanti in cui conservare i token una volta acquistati e nessun exchange li accetta.

Pertanto chi oggi dovesse acquistare Petro sarebbe costretto a tenerli sul wallet consigliato dal sito ufficiale senza possibilità di convertirli in altre valute.

Inoltre, l’explorer ad oggi segna 745 blocchi Petro, ma continua a non mostrarli, senza che si sappia ancora su che blockchain giri la crypto.

Il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro la scorsa settimana ha visitato la sede della Soprintendenza dei Cryptoasset e delle attività correlate (Sunacrip) e durante la visita ha dichiarato che chiunque faccia un acquisto entro il 31 dicembre 2018 potrà convertire Petro in altre crypto o valuta fiat.

Tuttavia, non è chiaro nè come si potrà fare, visto che Petro non è scambiabile su alcun exchange, nè cosa ne potranno fare coloro che eventualmente lo acquisteranno dopo il 31 dicembre.

Infatti, se sarà scambiabile su exchange, dovrebbe essere impossibile impedire a chi lo avrà acquistato dopo di scambiarlo con altre valute. In alternativa, lo scambio non avverrà su un exchange, ma su una ipotetica piattaforma di Stato non ancora esistente, e per la quale non vi è alcuna certezza.

Sta di fatto che i venezuelani stanno continuando a segnare nuovi record di acquisto di bitcoin su LocalBitcoins, probabilmente perché a bolivar o petro preferiscono BTC.

Il governo venezuelano si sta anche impegnando a dare dignità internazionale alla sua nuova criptovaluta.

Sul profilo Twitter ufficiale di PDVSA, la compagnia statale di petrolio e gas naturale, è stato pubblicato un tweet in cui il Ministro del petrolio Manuel Quevedo afferma:

“Petro sarà presentato all’OPEC nel 2019 come la principale moneta digitale ancorata al petrolio“.

Non è però ancora pervenuto alcun commento a riguardo dall’OPEC stessa.

L’obiettivo del governo sarebbe quello di utilizzare il Petro come valuta per commercializzare il greggio venezuelano nel mondo.

Nel frattempo, però, il Paese sta anche avendo problemi a rientrare in possesso del suo oro depositato presso banche estere. Infatti, la Banca d’Inghilterra ha negato l’accesso alle proprie riserve auree al Venezuela, dopo aver ricevuto una richiesta di rimpatriare fisicamente 14 tonnellate d’oro del valore complessivo di circa 550 milioni di dollari.

Il motivo del rifiuto sono i timori che il Presidente Nicolas Maduro possa venderlo per ricavarne guadagni privati.

Dall’altro lato la richiesta del Paese probabilmente è dovuta al timore che le sanzioni statunitensi potrebbero portare al congelamento o addirittura al sequestro delle riserve auree venezuelane detenute all’estero.

Alla luce di ciò non stupisce l’interesse del Paese nell’acquisire bitcoin, o litecoin, ad esempio vendendo petro.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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