Le Banche Centrali di UK, Canada e Singapore valutano le valute digitali per pagamenti transfrontalieri
Le Banche Centrali di UK, Canada e Singapore valutano le valute digitali per pagamenti transfrontalieri
Criptovalute

Le Banche Centrali di UK, Canada e Singapore valutano le valute digitali per pagamenti transfrontalieri

By Marco Cavicchioli - 16 Nov 2018

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Pochi giorni fa il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha dichiarato che le banche centrali dovrebbero considerare l’emissione di monete digitali.

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Ora le Banche Centrali di Regno Unito, Canada e Singapore pare l’abbiano presa in parola, individuando le valute digitali delle banche centrali (CBDC) come una delle soluzioni che potrebbero essere implementate per risolvere vari problemi con i pagamenti transfrontalieri multivaluta.

Si tratta di pagamenti che avvengono da un Paese all’altro con valute differenti: il pagante usa la propria valuta nazionale, mentre il ricevente ne percepisce un’altra.

Un rapporto congiunto dell’Autorità monetaria di Singapore insieme alla Banca d’Inghilterra e alla Banca del Canada ha sottolineato che le CBDC offrono vari vantaggi.

Innanzitutto le valute digitali consentirebbero operazioni veloci 24 ore su 24, consentendo anche un buon livello di anonimato ed eliminando la necessità di ricorrere al credito come controparte per il rischio.

Secondo gli autori del rapporto, il passaggio dall’utilizzo delle attuali tecnologie bancarie a quelle delle CBDC potrebbe migliorare i pagamenti transfrontalieri, ad esempio, superando problemi come la scarsa disponibilità, gli standard frammentati o l’eccesso di intermediari.

Si prevede un incremento di questi pagamenti del 5,5% annuo: nel 2022 si potrebbe raggiungere la cifra di 30 trilioni di dollari scambiati ogni anno, rispetto ai 22 trilioni di dollari del 2016.

Vengono ha individuato tre diversi modelli di CBDC.

Il primo viene chiamato W-CBDC ed è specifico di una singola valuta nazionale. Può essere usato solo all’interno del Paese in cui viene emesso e si tratterebbe quindi di una moneta non tanto diversa da una stable coin, seppur garantita direttamente dalla Banca Centrale.

Il secondo invece sarebbe una W-CBDC specifica di una valuta transnazionale che potrebbe essere scambiata anche al di fuori dei confini nazionali. In questo modo ciascuna Banca Centrale dovrebbe offrire supporto a più token W-CBDC e le banche commerciali dovrebbero mantenere con la loro banca centrale locale più portafogli W-CBDC.

Il terzo modello invece è quello più completo, si tratterebbe di una W-CBDC universale supportata da più valute e scambiabile in tutte le nazioni partecipanti al progetto. Questo modello, che è quello più simile ad una criptovaluta, ha però degli svantaggi in quanto richiede necessariamente il sostegno di un ampio paniere di valute fiat.

Questo non solo è difficile da ottenere, ma genererebbe volatilità, potrebbe essere soggetto a manipolazione del valore ed attirerebbe le attenzioni degli speculatori. Inoltre, la complessità dell’eventuale aggiunta di nuove valute in questa W-CBDC universale di terzo tipo, potrebbe rallentare la diffusione di massa.

Infine, va aggiunto che al rapporto hanno contribuito anche alcune commerciali come United Overseas Bank, HSBC, Toronto-Dominion Bank e Oversea-Chinese Banking Corporation.

Ad oggi, questo è solamente un rapporto, ma sembra iniziare a tracciare un percorso che anche lo stesso FMI sembra voler promuovere.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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