Il futuro degli exchange decentralizzati
Il futuro degli exchange decentralizzati
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Il futuro degli exchange decentralizzati

By Adrian Zmudzinski - 17 Nov 2018

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Il modo più semplice per spiegare cosa siano gli exchange decentralizzati è dire che questi sono delle borse che funzionano sfruttando un’infrastruttura decentralizzata.

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I vantaggi degli exchange decentralizzati

Tra i principali vantaggi dei DEX ci sono la sicurezza, l’indipendenza (nessun terzo, nemmeno un governo, può impedirne l’utilizzo se l’exchange non è stato progettato per permetterlo, perché l’accesso alle criptovalute è possibile solo attraverso le chiavi private) e la potenziale anonimità.

Per collegarsi ad un exchange decentralizzato basta servirsi di una estensione del browser, un client installato o un hardware wallet per iniziare a fare trading. Questo consente di eliminare la necessità di una registrazione o la compilazione di KYC.

Un’altra caratteristica tipica di questi exchange è che nessun terzo ha accesso ai fondi degli utenti e di conseguenza non è richiesta fiducia: i DEX, infatti, sono puri software che funzionano su blockchain, un sistema complesso di smart contract.

In questo modo i fondi non lasciano mai il portafoglio protetto dalla chiave privata dell’utente. Grazie a questo gli attacchi hacker sono impossibili, e per gli utenti questo è un grande passo avanti per quanto riguarda la sicurezza. O almeno così dovrebbe essere.

Infatti, come testimonia il recente hack su Bancor, gli sviluppatori possono riservarsi alcuni poteri centralizzati, il che crea un punto di vulnerabilità centrale.

Inoltre, un exchange decentralizzato, una volta rilasciato come dApp, non richiede il mantenimento di una infrastruttura o una costante sorveglianza per mantenerlo in sicurezza.

Certo, gli sviluppatori possono aggiornare l’exchange aggiungendo nuove feature, ma se il team si sciogliesse, l’exchange rimarrebbe operativo.

Come appena chiarito, una volta che lo sviluppo dell’exchange è stato finanziato, mantenerlo operativo non deve necessariamente comportare alti costi. Per questo motivo alcuni exchange decentralizzati, come StellarX, possono permettersi di non richiedere alcuna tassa di transazione.

Gli svantaggi degli exchange decentralizzati

Una volta venuti a conoscenza di tutti questi vantaggi che derivano dall’utilizzo di un exchange decentralizzato è spontaneo chiedersi perché questi siano meno popolari rispetto alla loro controparte centralizzata.

Infatti, mentre sulla carta gli exchange di criptovalute decentralizzati sono potenzialmente migliori rispetto ai crypto exchange centralizzati, comportano comunque alcuni sostanziali svantaggi.

Il primo tra questi è la user experience (UX): gli exchange decentralizzati tendono ad essere più difficili da utilizzare e ad avere un’interfaccia meno user-friendly rispetto a quelli centralizzati.

La gestione di una chiave privata, seppur comporti dei chiari vantaggi, rimane ancora difficile per molti utenti. Difficile aspettarsi che questa tipologia di exchange diventi mainstream prima che la gestione delle chiavi venga semplificata.

Poi c’è anche il problema della mancanza di volumi: gli exchange decentralizzati, essendo molto meno popolari, soffrono di mancanza di liquidità.

Per questo motivo, nonostante l’esecuzione degli ordini potrebbe essere quasi istantanea, come nel caso di StellarX, sui Dex spesso ci si può trovare ad aspettare a lungo prima che l’ordine possa essere eseguito proprio per la mancanza di liquidità.

Conclusione

Molti nella comunità delle criptovalute vorrebbero che gli exchange decentralizzati diventassero il modo predefinito per scambiarle. Un buon esempio è Vitalik Buterin, il co-fondatore di Ethereum, che ha augurato agli exchange centralizzati di “bruciare all’inferno”.

Detto questo, resta improbabile per adesso che i DEX prendano il sopravvento. Le potenzialità di questa tipologia di exchange, però, sono tanto maggiori che è difficile non aspettarsi che avranno la meglio nel lungo termine.

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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