Le Differenze tra Blockchain e Distributed Ledger Technology (DLT)
Le Differenze tra Blockchain e Distributed Ledger Technology (DLT)
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Le Differenze tra Blockchain e Distributed Ledger Technology (DLT)

By Stefania Stimolo - 25 Nov 2018

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Capita spesso che i termini blockchain e distributed ledger technology (DLT) vengano utilizzati come sinonimi. In realtà ci sono delle differenze.

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Oggi, grazie al progresso tecnologico, ci sono nuove terminologie specifiche che con grande impatto irrompono nel vocabolario comune, a volte creando un po’ di confusione e incomprensioni. Ecco perché è necessario fare alcune precisazioni per capire le differenze tra blockchain e distributed ledger technology.

La differenza tra blockchain e DLT

DLT o Distributed Ledger Technology è un database distribuito su diversi nodi o dispositivi informatici, i quali singolarmente partecipano alla rete replicando e salvando una copia del ledger o libro mastro.

Non c’è alcuna autorità centrale al comando, nessun arbitro, e ogni nodo che procede alla registrazione e al salvataggio, lavora in modo indipendente.

Il principio su cui si basa il DLT è il consenso tramite il voto. Ad ogni aggiornamento, ogni nodo esegue un voto per garantire che la maggioranza sia d’accordo con la conclusione raggiunta e cioè si verifica il consenso. Il consenso è quell’algoritmo che, una volta risolto, permette automaticamente l’aggiornamento del database distribuito su tutti i nodi, i quali ne riceveranno una copia.

Blockchain è in sostanza una forma speciale di DLT. Solo blockchain, infatti, è quel DLT che impiega una catena di blocchi per fornire il consenso al registro distribuito.

Anche blockchain, essendo gestita da reti peer-to-peer, può esistere senza alcuna autorità centrale e utilizza un consenso algoritmico per procedere con l’aggiornamento del database.

Ma ciò che rende la blockchain unica rispetto agli altri DLT è il raggruppamento e l’organizzazione in blocchi. Sono, infatti, i blocchi che vengono collegati tra loro e protetti mediante crittografia.

I blocchi vengono continuamente aggiunti alla catena, consentendo solo di aggiungere dati al database distribuito. infatti, i dati, una volta registrati, non sono più modificabili o eliminabili. Inoltre, nella catena, i blocchi sono chiusi da un tipo di firma crittografica chiamata hash, che sarà uguale all’ hash del blocco successivo.

Ovviamente, la blockchain deve anche la sua fama alla creazione della regina delle criptovalute, bitcoin, essendone la tecnologia alla base.

Esistono consorzi come R3, Hyperledger ed Enterprise Ethereum Alliance che progettano e sviluppano a pieno le potenzialità di DLT e blockchain.

Blockchain e DLT sono entrambi registri distribuiti decentralizzati che procedono applicando il consenso tra i nodi in modo trasparente e non hackerabile.

Ma blockchain è quel DLT speciale che utilizza la catena di blocchi per organizzare e registrare i dati, i quali possono essere solo aggiunti.

Ergo: tutte le blockchain sono DLT ma non tutte le DLT sono blockchain.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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