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Quali sono le criptovalute sostenute dall’oro?
Quali sono le criptovalute sostenute dall’oro?
Criptovalute

Quali sono le criptovalute sostenute dall’oro?

By Marco Cavicchioli - 8 Dic 2018

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Alcune criptovalute sono stable coin sostenute dall’oro, ciò significa che sono state create in modo che il loro prezzo corrisponda a quello dell’oro e che oscilli in modo proporzionale a quello del bene rifugio per eccellenza.

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Ne esistono di diversi tipi e con differenti sistemi per assicurarsi che il loro prezzo sia realmente fissato a quello dell’oro.

Già disponibili sul mercato

Alcuni di questi token sono già disponibili sul mercato.

Ad esempio, Digix Gold Tokens (DGX) il cui valore è supportato da lingotti d’oro fisico, con un rapporto di 1 DGX uguale a 1 grammo di oro standard.

Questo viene custodito fisicamente in un deposito a Singapore, tanto che i titolari di token DGX possono anche eventualmente riscattare il loro oro per posta o ritirarlo personalmente a Singapore.

La convertibilità diretta del token in grammi d’oro fisico dovrebbe essere garanzia sufficiente della stabilità del suo valore.

Un altro è OneGram Gold Tokens (OGC), disponibile però solo sul loro exchange Huulk. Una curiosità di questo token è che è conforme alla legge islamica, la Sharia.

Infatti per i musulmani che osservano la Shari’ah Law si può investire solo in beni fisici, quindi OneGram colma il divario tra i crypto-asset ed il mondo musulmano osservante.

I token OGC, però, sono progettati per crescere di valore (in termini di rapporto con l’oro), seppur all’atto dell’emissione ogni token OGC sia supportato da un grammo di oro fisico conservato all’interno del complesso ad alta sicurezza dell’aeroporto di Dubai.

Alcuni token supportati dall’oro invece non sono ancora disponibili sul mercato, ma lo saranno presto.

Tra questi ci sono Ekon (EKG) dalla Svizzera e Golden Currency (PGCT) da Singapore, entrambi coperti al 100% da oro fisico, ma anche GoldFinX (GiX) sempre da Singapore, GoldFund (GFUN) dall’Australia, e Gold Vein Token (CVT) dalla Russia.

In fase di ICO ci sono Airgead dall’Irlanda, Cyronium (CYRO) dall’Indonesia, EAU-Coin (GELT) dalla Svezia, Goldma (GMA) dallo Zimbabwe, GramGold Coin (GGC), Jinbi (JNB) e Karatcoin (KCG) dal Regno Unito, Kinesis (KAU) dalle Isole Cayman, Sudan Gold Coin (SGC) da Dubai U.A.E. e Tiberius Coin (TCX) dalla Svizzera.

Non sostenuti dall’oro

Esistono anche un certo numero di token già disponibili sul mercato che hanno la parola gold nel nome, ma senza in realtà essere collegati all’oro.

Il più noto è Bitcoin Gold (BTG), ma ci sono anche GoldCoin (GLD), Gold Bits Coin (GBC), e Unikoin Gold (UKG): è sufficiente controllare la variazione del loro valore ad esempio su CoinMarketCap per accorgersi che non sono stablecoin.

Inoltre, ci sono anche token che sono stati presentati come stablecoin ancorate al valore dell’oro, ma il cui valore invece oscilla in modo differente.

Sono ad esempio AurumCoin (AU), Darico (DEC), GoldMint (MNTP), HelloGold (HGT), Karatgold Coin (KBC), Pecunio (PCO), Puregold Token (PGT), The Midas Touch Gold (TMTG) e Xaurum (XAUR).

Queste non possono essere considerate stable coin a tutti gli effetti, avendo un valore che non varia in proporzione 1:1 con quello dell’oro.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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