Carrefour Italia: dopo i polli anche gli agrumi su blockchain
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Carrefour Italia: dopo i polli anche gli agrumi su blockchain

By Marco Cavicchioli - 9 Gen 2019

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Tempo fa fece scalpore la pubblicità di Carrefour Italia che sosteneva di tracciare i polli in vendita nei propri supermercati su blockchain.

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Il progetto da allora è andato avanti ed il 17 gennaio 2019 verrà presentata a Bologna, nel contesto della fiera Marca, il prossimo step: la tracciabilità degli agrumi.

Si tratterà, in un primo momento, della possibilità di raccogliere e rendere fruibili ai clienti su blockchain i dati di tracciabilità di limoni ed arance, mentre per fine anno il servizio dovrebbe essere esteso anche a pomodori, vongole e prodotti caseari.

Carrefour Italia blockchain

I prodotti tracciati in questo modo sono dotati di un QR code sulla confezione che riporta, scansionandolo, tutte le informazioni tracciate per quel singolo prodotto.

La sperimentazione, già in atto con il pollo, ha dato esiti incoraggianti: raddoppio dei ricavi sui prodotti tracciati in questo modo ed un significativo aumento di visite alla pagina a cui si accede tramite QR code.

Il piano strategico si chiama Carrefour 2022 e prevede di utilizzare blockchain per valorizzare quei prodotti che necessitano di maggiori garanzie per i clienti.

In particolare, dovrebbe servire per certificare l’origine e le lavorazioni, soprattutto dei prodotti Made in Italy, per impedirne la contraffazione o lo sfruttamento scorretto del nome e delle certificazioni Dop e Docg in giro per il mondo.

Il sistema è costruito sulla EY Ops Chain food traceability basata su Ethereum.

Secondo Giovanni Panzeri, direttore della linea di prodotti a marchio Carrefour in Italia,

“è uno degli strumenti che, a livello di Gruppo, stiamo implementando per raggiungere l’obiettivo di lungo periodo di diventare leader mondiali nella transazione alimentare, cambiamento necessario che portiamo avanti con i nostri clienti, seguendo i valori della qualità e dell’affidabilità dell’offerta, della sostenibilità, oltre all’accessibilità delle informazioni”.

Il progetto è realizzato insieme a EY Blockchain Hub Mediterranean Leader, di cui è advisor Giuseppe Perrone, che spiega che grazie a blockchain

“tutte le filiere complesse avranno un beneficio nell’efficientamento del controllo qualità, identificazione delle responsabilità, miglioramento delle interazioni nelle dinamiche di pricing e nel posizionamento dei prodotti”.

Inoltre, Perrone suggerisce che in questo modo si possano ottenere riduzioni del 15% dei tempi di controllo qualità, un miglioramento del 5% dei margini di guadagno sui prodotti, e una riduzione del 20% dei tempi complessivi di processo.

Riccardo Passerini, EY Consumer Goods Leader, aggiunge:

“la blockchain viene ormai percepita da produttori, distributori e dal consumatore finale come strumento abilitante di una piena tracciabilità. La strada è tracciata, come dimostrano le prime applicazioni e l’interesse espresso dai tre quarti della GDO italiana”.

I dati registrati in questo modo non sono validati da un sistema trustless, quindi il consumatore deve fidarsi della correttezza di Carrefour nel momento in cui vi accede. Le transazioni rimandano al block explorer di Ethereum, Etherscan, spendendo 0 ETH per le certificazioni.

Si può però essere sicuri che i dati che visualizza siano proprio quelli memorizzati da Carrefour e non altri: la blockchain, infatti, non rende certamente veri i dati memorizzati ed esposti ai consumatori, ma ne rende certa la data della loro registrazione in blockchain ed il loro effettivo contenuto.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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