banner
Alibaba: il gruppo cinese si prende Alibabacoin
Alibaba: il gruppo cinese si prende Alibabacoin
Criptovalute

Alibaba: il gruppo cinese si prende Alibabacoin

By Fabio Lugano - 18 Mar 2019

Chevron down

Stesso nome, ma storie e campi d’azione diversi: alla fine AlibabaCoin cade sotto il controllo del gruppo cinese Alibaba.

Read this article in the English version here.

Il gigante cinese dell’e-commerce, maggior gruppo mondiale nel settore, si è trovato un concorrente nel settore crypto con un nome molto simile, Alibabacoin, ed un ambito di intervento non troppo dissimile, il commercio retail.

Bisogna riconoscere che Alibabacoin (ABBC), nato dal cointeressamento di investitori mediorientali e bielorussi, aveva un ambito d’azione simile, volendo divenire una moneta internazionale per il retail nei grandi outlet europei e mediorientali, ma sino a quando era una moneta secondaria, di scarsa capitalizzazione e dal futuro incerto, non appariva infastidire un colosso dell’ecommerce.

Alibaba prende Alibabacoin

Alibabacoin e la stablecoin cinese

Però, nel dinamico mondo della valute virtuali, le cose cambiano rapidamente ed a febbraio il token ha superato la capitalizzazione di 100 milioni di dollari, toccando i duecento per poi stabilizzarsi sui 150.

A questo punto Alibabacoin non poteva più sfuggire all’interesse di Alibaba, anche perché il suo stesso nome poteva generare una situazione di confusione, motivo per il quale era iniziata una battaglia legale che, pur avendo visto inizialmente vincente la Alibabacoin Foundation, è stata conclusa con la cessione del nome Alibabacoin al gruppo cinese Alibaba, mentre la fondazione ed il token relativo da ora in poi si chiameranno ABBC Foundation ed ABBC.

Una mossa che è stata conclusa nei rispettivi uffici legali di New York e che pone fine ad una situazione confusa.

Ora Alibaba ha legalmente il nome del token collegato e quindi la domanda sorge spontanea: lo utilizzerà? Recentemente il gruppo cinese ha concluso un accordo con la Mizuho Bank per l’utilizzo di J-Coin, per cui non è impossibile che, con il tempo, il gruppo cinese voglia farsi il proprio stablecoin, anche in un’ottica di maggiore espansione a livello internazionale.

Attualmente in Cina vi è un bando per le criptovalute, ma una valuta stabile collegata al prezzo dello Yuan ed utilizzata per il commercio al dettaglio internazionale potrebbe essere vista come un passo avanti notevole persino dalle autorità cinesi.

In questo caso controllando il nome Alibabacoin, il colosso dell’e-commerce avrebbe liberato il campo da pericolose confusioni.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.