Aion Network: la prima macchina virtuale per Java su blockchain
Aion Network: la prima macchina virtuale per Java su blockchain
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Aion Network: la prima macchina virtuale per Java su blockchain

By Emanuele Pagliari - 6 Giu 2019

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Aion Network ha annunciato una nuova macchina virtuale costruita sulla popolare Java Virtual Machine. Aion Network è un’organizzazione no-profit impegnata della creazione di strumenti destinati a promuovere la tecnologia blockchain e la sua adozione.

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L’obiettivo è quello di aumentare la popolarità della blockchain tra gli sviluppatori. Java, infatti, è uno dei linguaggi di programmazione più diffusi. Portando dunque la macchina virtuale di Java anche sulla blockchain, si espandono repentinamente le opportunità offerte ai developer.

Java arriva sulla blockchain grazie ad Aion Network

Matthew Spoke, CEO di Aion, afferma che una delle maggiori barriere all’adozione di massa della blockchain è la mancanza di strumenti per gli sviluppatori basati su di un linguaggio assai diffuso come Java.

La startup Aion Network ha sempre creduto che offrendo una nuova macchina virtuale specifica per la blockchain realizzata sulla Java Virtual Machine (JVM) – utilizzata da un decennio ormai -, le possibilità d’uso e promozione della catena di blocco sarebbero cresciute rapidamente.

La Aion Virtual Machine (AVM), una macchina virtuale costruita sulla JVM, permette agli sviluppatori di utilizzare i comuni set di istruzioni e strumenti per realizzare i propri smart contract sulla blockchain senza dover modificare la JVM.

“Non volevamo modificare la JVM. Volevamo creare una sorta layer software supplementare in grado di interagire con la JVM. La blockchain ha una serie di criteri unici. Devono essere deterministici, infatti l’elaborazione deve avvenire attraverso la rete distribuita costituita da nodi e la JVM non è mai stata progettata  per tale utilizzo”.

Aion Virtual Machine: la macchina virtuale Java per blockchain

Aion ha deciso di realizzare una macchina virtuale adatta alla blockchain senza reinventare la ruota. Dal momento che Java rimane uno dei linguaggi di programmazione più popolari in circolazione, la soluzione migliore è stata quella di creare un sorta di interprete per blockchain appoggiato alla classica JVM.

“Piuttosto che cercare di convincere la gente ad utilizzare un nuovo sistema, abbiamo portato il sistema con cui hanno già familiarità sulla blockchain. Così abbiamo iniziato a progettare questa soluzione. Abbiamo iniziato a lavorarci un anno fa, sino ad arrivare al rilascio avvenuto questa settimana”.

Fino ad oggi Aion si è concentrata prevalentemente sulla crypto communty, ma l’azienda ha sentito la necessità di promuovere la catena di blocchi anche per gli sviluppatori al di fuori del crypto mondo.

“Il nostro grande obiettivo ora è quello di diffondere lo sviluppo di applicazioni distribuite sulla blockchain ad un pubblico sempre più ampio e  tradizionalista , tipico dell’industria del software. Invece di cercare di competere per l’attenzione degli sviluppatori già attivi nel mondo crypto, vogliamo che la blockchain diventi quasi un micro layer che consenta ai normai sviluppatori di offrire servizi aggiuntivi”.

L’azienda spera che fornendo questo nuovo modo per accedere ai vantaggi e servizi della blockchain possa contribuire a diffondere tali concetti agli sviluppatori.

Si tratta solo di un tentativo di portare la catena di blocchi a casi d’uso più orientati al business, ma l’azienda crede che AVM contribuirà a diffondere la blockchain ad un pubblico sempre su ampio.

Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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