Continua il caso Bitfinex e Tether: NYGA deposita nuovi documenti
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Continua il caso Bitfinex e Tether: NYGA deposita nuovi documenti

By Emanuele Pagliari - 9 Lug 2019

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A seguito dell’indagine avviata nei confronti di Bitfinex e Tether lo scorso aprile, nella giornata di ieri l’ufficio Attorney General’s di New York (NYAG) ha depositato un Memorandum of Law di opposizione, accompagnato da ben 28 documenti da utilizzare come prove presso la Corte Suprema di New York.

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Il NYAG ha presentato nuove prove per dimostrare che il noto exchange Bitfinex ha consentito agli utenti di New York di effettuare trading di criptovalute più a lungo di quanto affermato in precedenza.

Caso Bitfinex: nuovi documenti depositati dal NYAG

Nella documentazione depositata dal NYAG vengono evidenziate le interazioni fra i cittadini newyorkesi e l’exchange Bitfinex, oltre che con la stablecoin Tether.
“Anche un semplice esame sommario dei fatti raccolti fino ad oggi nelle indagini della OAG dimostra che gli intervistati hanno avuto contatti estesi e costanti con New York per quanto riguarda le questioni oggetto dell’indagine”.
I documenti depositati, infatti, sono corredati da varie tesi e prove atte a dimostrare l’utilizzo di Bitfinex e Tether da parte dei residenti di New York per un periodo più lungo di quanto affermato in precedenza.
Nei documenti, infatti, il NYAG ha riportato che Bitfinex ha consentito ai propri clienti residenti a New York di accedere alla piattaforma sino al 18 dicembre 2018.
Inoltre, Exhibit (S) ha mostrato anche la corrispondenza tra Bitfinex ed il gestore dei fondi di Galaxy Digital, ovvero il miliardario Michael Novogratz. Queste ultime email, infatti, sarebbero datate ottobre 2018.
Il NYAG ha anche fornito ulteriori prove per dimostrare che Bitfinex aveva due conti bancari nelle banche newyorkesi Signature Bank e Noble Bank. Ci sarebbe anche un terzo istituto finanziario con sede a New York, utilizzato per un periodo di tempo rilevante con il fine di trasferire denaro da e verso i clienti delle piattaforme Bitfinex e Tether.
Il NYAG ha anche affermato che:
“Gli intervistati hanno ripetutamente ingaggiato diverse aziende di New York per ottenere assistenza nei propri business plan, oltre che per analizzare il mercato sulla piattaforma di trading Bitfinex e controllare i fondi di copertura di Tether. Alcuni intervistati hanno affermato di aver recentemente – nel 2019 – aperto un conto di trading con almeno una società legata alle criptovalute avente sede a New York”.
Nel Memorandum of Law, inoltre, il NYAG ha anche preso in considerazione la recente emissione del token LEO da parte di Bitfinex. Per il NYAG, infatti, c’è motivo di credere che l’emissione di LEO sia in parte correlata alle questioni oggetto dell’indagine.
Il NYAG lo scorso aprile 2019 ha presentato un reclamo contro Bitfinex e Tether, sostenendo che Bitfinex aveva coperto un buco di oltre 850 milioni di dollari prendendoli in prestito dalle riserve di Tether.
Poco dopo che il NYAG ha presentato il reclamo, Bitfinex ha condotto una IEO per il proprio token LEO con l’obiettivo di raccogliere 1 miliardo di dollari, traguardo che è stato raggiunto con successo prima della vendita pubblica.
Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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