Domani l’hard fork di BEAM: tutto quello che c’è da sapere
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Domani l’hard fork di BEAM: tutto quello che c’è da sapere

By Emanuele Pagliari - 14 Ago 2019

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Domani, giovedì 15 agosto, avverrà l’hard fork della criptovaluta BEAM, nota per l’utilizzo del famoso protocollo Mimblewimble, lo stesso adottato dalla compagna Grin.

L’hard fork di BEAM era già stato annunciato lo scorso 17 luglio dal team del progetto, che in quell’occasione aveva rilasciato una prima release del client e wallet con codificate le novità dell’upgrade.

L’hard fork scatterà al blocco numero 321321, che verrà minato nella giornata di domani in tarda serata, stando al countdown disponibile al seguente indirizzo.

Con tale upgrade, la privacy coin BEAM vedrà numerose novità, prevalentemente incentrate a migliorare il Proof of Work della moneta, rendendola dunque più resistente agli ASIC.

Hard fork di BEAM: le novità

Le principali novità riguardano il PoW: con questo hard fork, infatti, BEAM introdurrà il PoW Beam Hash II, migliorando la resistenza agli ASIC. L’attuale PoW, infatti, è basato sull’Equihash (150,5), algoritmo noto per non essere più ASIC Proof in alcune delle sue varianti, in particolare in quella adottata da ZCash, ovvero l’Equihash (200,9).

Il nuovo PoW sarà basato sull’Equihash-R, avente come parametri n = 150 e k = 3, migliorando dunque, seppur in maniera temporanea, la resistenza agli ASIC. Tale PoW, inoltre, dovrebbe garantire hashrate migliori ed un consumo energetico minore, stando ai primi test.

Oltre al cambio di PoW, verrà introdotto anche l’obbligo del SBBS PoW (Secure Bullettin Board System), che consentirà agli utenti di effettuare transazioni anche se il destinatario è offline.

Tra le altre novità, verrà introdotta una fee minima di 100 Groth, ovvero la più piccola unità di BEAM, alternativamente calcolata moltiplicando per dieci il numero dei kernel e degli output della transazione. Infine, verrà introdotto anche il supporto ai blocchi temporali (time lock).

Cosa fare in vista del fork?

Come succede con ogni hard fork, occorre immediatamente aggiornare i wallet, client o nodi di BEAM, installando l’ultima versione disponibile sul sito web ufficiale. Se invece si possiedono token BEAM su di un Exchange, non occorre fare nulla, in quanto sarà l’exchange stesso ad aggiornare il proprio client del nodo.

Anche i miner dovranno effettuare degli aggiornamenti. A partire dal blocco 321321 infatti, la moneta utilizzerà un nuovo PoW, per cui dovranno venir aggiornati anche i tool di mining alle opportune release in grado di supportare l’Equihash-R.

Buona parte di essi sono già stati aggiornati, anche se mancano ancora alcuni tool all’appello. Fra di essi, la soluzione migliore destinata alle schede video Nvidia ed AMD già pronta al nuovo PoW è sicuramente il GMiner 1.55, il quale integra anche una funzione di auto-switch fra il BeamHash I e II, così da non perdere nemmeno un blocco ed automatizzare il passaggio al nuovo PoW.

Un altro miner pronto per l’hard fork di BEAM è il lolMiner 0.8.6, disponibile per le GPU AMD e munito anch’esso di auto-switch. Molti altri miner aggiornati verranno probabilmente resi disponibili a breve o nelle prossime giornate.

Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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