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Jimmy Song: “Strike è una killer app di Lightning Network”
Jimmy Song: “Strike è una killer app di Lightning Network”
Blockchain

Jimmy Song: “Strike è una killer app di Lightning Network”

By Lorenzo Dalvit - 5 Feb 2020

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Jimmy Song, influencer noto nell’ambiente Bitcoin per le sue battaglie contro Roger Ver e il suo approccio massimalista al mondo delle criptovalute, è dichiaratamente a favore di Strike, app sviluppata da Jack Mallers, Lightning network developer.

Song ha pubblicato un articolo in cui spiega le ragioni di tanto entusiasmo, ma prima di entrare nel merito diamo una piccola panoramica ad alcuni aspetti.

L’uso normale di Lightning Network (LN) consiste nell’aprire un canale di pagamento eseguendo una transazione di finanziamento al network sulla blockchain di riferimento (in questo caso Bitcoin), seguito da un numero qualsiasi di transazioni Lightning tra partecipanti che aggiornano la distribuzione provvisoria dei fondi dei canali interni senza trasmetterli alla blockchain. 

È possibile poi in seguito chiudere il proprio canale di pagamento trasmettendo la versione finale del proprio bilancio, al netto delle spese e degli incassi in modo che sia scritta sulla blockchain.

Zap – così si fa chiamare Jack Mallers – è figlio d’arte. Cresciuto in una famiglia di bitcoiner, si è prodigato e confrontato con le problematiche legate alla complessità di utilizzo di LN, pochi giorni fa ha dichiarato:

“Oggi stiamo annunciando Strike, un’applicazione che ti consente di effettuare pagamenti Lightning con il tuo conto bancario o con carte di debito”.

Dopo aver seguito la tecnologia per due anni, questo giovane sviluppatore propone una soluzione capace di accelerare l’adozione di Lightning e l’utilizzo dei micropagamenti su Bitcoin. 

Strike permette di comprare In-BTC con carta di credito e spenderli all’interno dei servizi e attività che accettano pagamenti attraverso Lightning Network.

Abbiamo usato il suffisso “ln” prima di BTC per sottolineare che l’acquisto attraverso carta di credito non garantisce il possesso di BTC, in effetti verificando le caratteristiche del servizio scopriamo che è del tutto centralizzato e Zap è il custode della criptovaluta. 

Il compromesso è necessario e lo sviluppatore è cosciente della necessità di attivarsi per semplificare l’adozione. 

Per coerenza dovremmo chiamare bf-BTC i Bitcoin acquistati e lasciati su Bitfinex, oppure bi-BTC quelli scambiati e custoditi su Binance. 

Anche gli exchange, fatta eccezione per i Dex, sono punti di centralizzazione. Fino a che i nostri BTC non sono depositati su indirizzi di cui possediamo le chiavi private, il nostro bilancio è solo un numeretto su un registro centralizzato di cui pochi hanno il controllo. Di conseguenza prima del prelievo non possiamo dichiarare di possedere criptovalute.

Questa nomenclatura ci aiuterebbe a comprendere meglio il fenomeno ma per il momento è solo un esercizio di stile. 

Per Jimmy Song Bitcoin è prima di tutto uno store of value, la sua narrativa è sempre stata contraria a tutto ciò che “i Bitcoin” te li fanno spendere velocemente. 

Questa scuola di pensiero vuole che l’inflazione controllata e la resilienza del network bastino a rendere BTC oro digitale.

La funzione di medium of exchange e quindi di “cash” non è mai stata descritta come fondamentale da Jimmy Song. Ma ora che LN diventa un sistema di pagamento e attira capitali grazie al potenziale di spesa, Il cash elettronico ritorna importante come concetto per l’adozione e quindi di conseguenza per la riserva di valore.

La funzione monetaria di Bitcoin, prima che di oro digitale, è tanto cara anche a Daniel Krawisz – sicuramente di fede diversa da quella di Song – che in un suo Tweet proprio oggi ribadisce il concetto:

Quello che differenzia i due approcci è l’affermarsi del modello sul quale Strike e altri servizi simili stanno basando il loro business. 

Centralizzazione delle coin e forme alternative di trasmissione del denaro. 

Side Chain o network avanguardisti, sottraggono alla gestione dei miner le transazioni utili ai pagamenti, mettendo in discussione il sistema degli incentivi POW alle fondamenta

Ogni servizio di pagamento che detiene le coin conto terzi assomiglia a PayPal, un successo di queste proposte potrebbe portare effetti indesiderati alle logiche che regolano la proof of work.

Daniel Krawisz è la stessa persona che nel lontano 2014 fece comparire per la prima volta il concetto di Hyperbitcoinization in un suo articolo per il Satoshi Nakamoto Institute. Modello concettuale che vedeva nella proof of work di Bitcoin lo strumento per uno scaling planetario. Ecco perchè ora sposa la causa dei blocchi grandi, prima con Bitcoin Cash e poi con Bitcoin Sv, offrendo un punto di vista di rottura rispetto a quello promosso da BTC.

La funzione dei Miners e gli incentivi per i quali proteggono il network è la pietra dello scandalo. Solo il tempo ci saprà dire quale visione sarà stata più lungimirante.

 

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Lorenzo Dalvit

Educatore appassionato di Blockchain, esperto di vendite e marketing, social community manager, direttore artistico, musicista, amante dei paradigmi dirompenti e della vita. Le mie competenze riguardano l'interazione e la connessione umana

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