Una causa degli utenti della stablecoin contro MakerDAO
Una causa degli utenti della stablecoin contro MakerDAO
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Una causa degli utenti della stablecoin contro MakerDAO

By Marco Cavicchioli - 15 Apr 2020

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Alcuni utenti della stablecoin di MakerDAO, ovvero DAI, hanno sporto denuncia per le perdite subite il 12 marzo. 

L’azione legale è stata intrapresa da Peter Johnson, rappresentato da Harris Berne Christensen LLP di Portland, contro la Maker Foundation, presso la Corte distrettuale settentrionale della California e potrebbe coinvolgere fino a 3.000 investitori. 

Oltre a Maker Foundation sono coinvolte anche la Maker Ecosystem Growth Foundation, la Dai Foundation e la Maker Foundation. 

L’accusa è quella di aver “intenzionalmente travisato i rischi associati alla proprietà di CDP”, causando agli investitori perdite per 8,325 milioni di dollari. Secondo il querelante le cause sarebbero state negligenza, false dichiarazioni intenzionali e false dichiarazioni negligenti.

Inoltre, Johnson spera che almeno altri 1.000 investitori coinvolti si uniscano alla causa e chiede anche il pagamento di danni per 20 milioni di dollari, oltre agli interessi e ad altri costi. 

La questione è nata il 12 marzo 2020, quando il valore di ETH è crollato, insieme a quello di tutte le criptovalute ed ai mercati finanziari globali. 

Questo crollo ha portato alla liquidazione automatica di molti CDP aperti da chi aveva dato ETH in garanzia per ottenere DAI in prestito. 

Infatti, questi prestiti vengono erogati solo depositando garanzie il cui valore supera abbondantemente quello dei DAI presi in prestito, e tali garanzie vengono liquidate nel momento in cui il loro valore non è più sufficiente a garantire il prestito. 

Il problema è che il valore di DAI è costante, sempre molto vicino ad 1 dollaro americano, mentre il 12 marzo il valore di ETH (la principale garanzia di DAI) è crollato. 

Questo crollo ha causato la liquidazione automatica di molti ETH in garanzia, portando a vere e proprie perdite per i proprietari di quegli ETH. 

Secondo Johnson sarebbe stato promesso che in casi come questo le garanzie sarebbero state liquidate solo nella misura massima del 13%, mentre invece molte posizioni sono state liquidate completamente o quasi completamente. 

In realtà, quel 13% non è una certezza, ma una percentuale che dipende dalle condizioni del sistema e del mercato, mentre il querelante sostiene che venga pubblicizzato come la massima percentuale possibile di liquidazione delle garanzie. 

Pertanto accusa la Maker Foundation di pubblicità ingannevole che gli avrebbe causato una perdita di 200.000 $ in ETH. 

La Maker Foundation non ha fornito una risposta in merito alla sua attuale posizione nei confronti di queste accuse, ma qualche giorno fa un sondaggio di governance tra i detentori di token MKR ha approvato il rimborso degli investitori che hanno subito liquidazioni ingiustificate a metà marzo.

La questione pertanto è in divenire, ma i presupposti da cui parte sono noti a tutti ed evidenti. Resterà da vedere se la Corte distrettuale settentrionale della California ravviserà comportamenti illeciti nell’operato di Maker Foundation.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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