La scrittura e Bitcoin: storie di un nuovo paradigma
La scrittura e Bitcoin: storie di un nuovo paradigma
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La scrittura e Bitcoin: storie di un nuovo paradigma

By Contest Writer - 28 Giu 2020

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Bitcoin, e più in particolare la blockchain, potrebbe essere considerato un nuovo paradigma per diversi settori e use cases tra cui anche la scrittura vista come trasmissione di dati.

Secondo un’accreditata teoria, noi esseri umani siamo animali sociali, con un forte senso di cooperazione. Circa 70.000 anni fa, l’uomo, accresciuto di potenza intellettuale, ha sviluppato il linguaggio, per trasmettere e condividere informazioni. 

Per oltre 60.000 anni questa macchina di trasmissione dati è stata più che sufficiente, vista la poca quantità (e la scarsa qualità) delle informazioni scambiate. 

Tra il 3500 e il 3000 a.C., però, l’intelletto umano aveva raggiunto uno stadio superiore ad ogni altra forma vivente e, soprattutto, si erano venute a costituire società più complesse, gruppi enormi, in numero, si sono creati e, utilizzare unicamente il linguaggio orale per scambiare e gestire informazioni in un numero così grande di individui, non fu più bastevole. 

I Sumeri, per porre rimedio a ciò, inventarono la scrittura. 

I primissimi testi ritrovati sono solo dati, numeri. Questo nuovo strumento, la scrittura, veniva utilizzato solo per registrare, trasmettere efficacemente e lasciare il risultato, immanente, sulla tavoletta, quasi come un promemoria, per mitigare questa funzione nella lingua. 

Dal 3500 a.C. in poi, la lingua si è sviluppata e la scrittura si è adattata ad essa. Sono nati moltissimi stili diversi di scrittura, ed essa non è più stata utilizzata solamente per scopi puramente economici. 

Ogni gruppo sociale nella storia ha utilizzato e, utilizza tutt’ora, un proprio stile di scrittura che si confà a quello della propria lingua. 

L’essere umano, dopo la geniale intuizione, ha sempre avuto la necessità di gestire con mano, concretamente, cosa veniva creato e scambiato oralmente. 

Per molti millenni, perciò, non è avvenuta nessuna evoluzione nell’uso pratico di questo strumento, visto anche il poco tempo trascorso dalla sua invenzione – nulla in confronto ai 60.000 e più anni per il passaggio da linguaggio orale a scrittura. 

Come esseri umani, però, non abbiamo mai trovato un sistema di trasmissione, registrazione e condivisione di informazioni e dati uguale e comprensibile per tutti gli uomini, universale, che sia in grado di rispecchiare e soddisfare le nostre esigenze, come specie. 

Bitcoin come nuovo paradigma

Poi, però, è arrivato il 2008. 

In quell’anno, è nato un nuovo strumento, in grado di farci fare un salto di qualità intellettuale come specie. In quell’anno, è nato Bitcoin. Un nuovo paradigma. 

Il protocollo bitcoin non è altro che l’ennesima, grande invenzione dell’estro umano, nato da un’intuizione: far evolvere il nostro strumento di trasmissione, registrazione e condivisione di informazioni e dati, troppo antiquato e in evidente difficoltà visto l’accrescimento di strutture sociali sempre più complesse e di esseri umani, oggi più di 7 miliardi di individui. 

Dopo più di 5000 anni, ora, solo ora, abbiamo elaborato un sistema che è universale e comprensibile a tutta la specie. 

Attualmente, ad 11 anni dalla sua nascita, è in grado di soddisfare solamente poche necessità. 

Proprio come la scrittura, sua antenata, le prime applicazioni di questo nuovo strumento sono solo finanziarie, ci sono utili nel trascrivere numeri e proprietà di miliardi di individui. 

Avremo a che fare con questo nuovo paradigma per chissà quanti millenni. Chissà quante applicazioni potrà implementare e chissà quali altri nostri bisogni sarà in grado di soddisfare, proprio come fece la scrittura. 

Tempo al tempo, la specie umana è sempre sorprendente. 

Nicolò Roso

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