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Paolo Ardoino e la sicurezza di Tether
Paolo Ardoino e la sicurezza di Tether
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Paolo Ardoino e la sicurezza di Tether

By Marco Cavicchioli - 12 Gen 2021

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Il CTO di Tether, Paolo Ardoino, ha raccontato a The Cryptonomist come funziona USDt dal punto di vista della sicurezza. 

USDt non è solamente la più utilizzata stablecoin mal ondo, ma è anche il singolo token con i volumi di scambio più elevati sui mercati crypto, superando da questo punto di vista anche BTC. 

Di fatto Tether è un vero e proprio riferimento del settore crypto, pertanto le questioni legate alla sua sicurezza sono giocoforza fondamentali per questo mondo. 

In particolare, Ardoino ha risposto a quattro domande relative ai token USDt ed alla società che li emette, ovvero Tether. 

La prima domanda riguardava il modo con cui Tether rende sicuro USDt. 

Ardoino ha innanzitutto evidenziato che i token USDt sono e saranno disponibili solamente su blockchain ben note e costruite secondo i più alti standard di sicurezza. 

Dice: 

“Richiediamo un audit di sicurezza della blockchain stessa e una gestione dei token della blockchain. Richiediamo un audit che copra l’intero processo di emissione e riscatto dei token su specifiche blockchain. Richiediamo inoltre che tutte queste operazioni debbano poter essere gestite con modello multi-sig, utilizzando hardware wallet”. 

Pertanto i token USDt vengono emessi solamente su blockchain specifiche, che offrono elevati livelli di sicurezza ed una specifica modalità operativa. 

La seconda domanda riguardava il funzionamento dei meccanismi di sicurezza di Tether, ed Ardoino ha subito posto l’attenzione sul multi-sig, ovvero le firme multiple necessarie per emettere i token, in modo da impedire che una singola persona possa emettere token USDt in autonomia, visto che questo rappresenterebbe un single-point-of-failure che potrebbe costituire una minaccia per la sicurezza. 

Invece il modello muti-sig richiede un quorum di più firmatari per eseguire un’emissione, un riscatto, o una distribuzione di asset su catena, eliminando il single-point-of-failure ed evitando anche che se un singolo firmatario fosse minacciato o compromesso questo costituisca un problema di sicurezza.

La terza domanda chiedeva in quale modo Tether stia proteggendo gli asset degli utenti, ma Ardoino ha subito fatto notare che Tether non detiene alcun token USDT degli utenti. Questi token infatti sono protetti dalle stesse blockchain su cui risiedono, visto che il possesso è pienamente ed esclusivamente nelle mani degli utenti stessi. 

Dice Ardoino: 

“Il nostro team principale lavora con ogni blockchain che supportiamo per garantire che tutte le operazioni e tutti gli smart contract siano adeguatamente controllati ed esaminati dalla blockchain stessa. Quindi la sicurezza di Tether si basa sulla stessa blockchain sottostante”.

La quarta domanda riguardava l’unicità della tecnologia di Tether, ed Ardoino ha risposto citando il profondo livello di competenza del team di Tether in una varietà di blockchain differenti, oltre al fatto che USDt esiste nel settore blockchain dal 2014. 

A tal proposito ha dichiarato: 

“Abbiamo acquisito una profonda esperienza e conoscenza che non può essere eguagliata dalla concorrenza”.

Ad esempio, la seconda stablecoin per capitalizzazione di mercato, USDC, non solo capitalizza meno di un quinto di USDt, ma esiste solamente dal 2018.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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