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Cina, in Mongolia pene dure per chi fa mining di Bitcoin
Cina, in Mongolia pene dure per chi fa mining di Bitcoin
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Cina, in Mongolia pene dure per chi fa mining di Bitcoin

By Eleonora Spagnolo - 26 Mag 2021

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In Cina, la Mongolia interna inasprisce le pene per chi pratica il mining di Bitcoin. Lo prevede una nuova bozza di legge che va di nuovo ad equilibrare la produzione di BTC.

La proposta di legge riportata dal South China Morning Post potrebbe introdurre pene molto più rigide per persone ed aziende sorprese a proseguire le attività di mining di Bitcoin.

A tutti è vietato di agevolare queste aziende o il rischio è quello di essere esclusi dal commercio dell’energia della regione, con tanto di revoca delle licenze e chiusura completa delle attività. 

Anche per gli individui si prevedono punizioni drastiche quali l’introduzione in una blacklist che impedirebbe non solo la concessione di prestiti, ma persino il viaggio sui mezzi pubblici.

Bitcoin mining, la Mongolia e la Cina contro il consumo di energia

In questi giorni in cui il tema del consumo di energia e della provenienza soprattutto da combustibili fossili ha minacciato pesantemente Bitcoin, sul banco degli imputati ci sono proprio le attività di mining nella cosiddetta Inner Mongolia.

È questa infatti una delle regioni dove il consumo di energie “sporche” è molto alto. In realtà la Cina sembra di nuovo voler ostacolare non solo la produzione di Bitcoin ma anche la sua diffusione. Nei giorni scorsi infatti è stata anticipata la decisione di vietare alle istituzioni finanziarie di offrire servizi crypto, così come sono vietati i pagamenti in criptovalute. Sebbene non sia vietato alle singole persone di possedere crypto, sicuramente la Cina ha complicato la vita ai trader.

Questa decisione nei giorni scorsi ha provocato un forte crollo del prezzo del Bitcoin, sceso a toccare i 30.000 dollari dopo che un mese fa aveva toccato il record storico di 65.000 dollari. Attualmente però il prezzo si è ripreso ed è ora a 40.000 dollari.

La convivenza tra Bitcoin e la Cina si annuncia molto difficile, ma la reazione del prezzo di Bitcoin mostra che la community, gli investitori retail e quelli istituzionali credono in BTC e credono anche negli sforzi che si stanno facendo per produrlo con energia pulita.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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