La Cina manda in rosso i mercati crypto
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Criptovalute

La Cina manda in rosso i mercati crypto

By Marco Cavicchioli - 24 Set 2021

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Oggi la Cina ha causato un veloce e significativo calo dei prezzi sui mercati delle criptovalute. 

Grazie anche alla spinta di ieri dovuta alla notizia che Twitter ha integrato i pagamenti in BTC, il prezzo di bitcoin si era riportato attorno a quota 45.000$. 

La cedola non pagata e il mercato in crisi. Evergrande mette in allerta il popolo cinese

Le cattive notizie giunte dalla Cina lo hanno riportato però a 42.000$ in meno di tre ore. 

La banca centrale del Paese asiatico (PBoC) ha scritto esplicitamente sul proprio sito web che i servizi che offrono trading di criptovalute, emissione di token e derivati ​​per le valute virtuali sono severamente vietati, e che anche gli exchange esteri che forniscono tali servizi ai residenti nella Cina continentale sono considerati attività finanziarie illegali. 

In altre parole ha affermato che in Cina l’utilizzo di qualsiasi servizio di scambio di criptovalute che preveda un intermediario è vietato, anche qualora questo intermediario sia estero. Gli exchange esteri sono molto utilizzati dai cinesi per scambiare criptovalute. 

Nel corso della giornata di ieri il caso del colosso immobiliare cinese Evergrande aveva fatto tremare i mercati finanziari, dando un brutto colpo a quelli cinesi, non essendo riuscito a ripagare la cedola da 84 milioni di dollari in scadenza ieri. 

I cinesi attivi sui mercati crypto probabilmente in questo momento sono spaventati, e potrebbero aver iniziato in massa a vendere criptovalute. 

Cina crisi mercati
Cina e crisi dei mercati

Ribassi e nuove strette al mining

Tra le 10 principali criptovalute per capitalizzazione di mercato, bitcoin oggi è tra quelle che perdono di meno, escluse ovviamente le stablecoin, con ETH che fa segnare un -7%, BNB e XRP -8%, SOL e DOGE quasi -9%. 

ADA perde più o meno quanto BTC (circa -4%), mentre DOT -6%. 

La PBoC ha anche affermato di aver migliorato i suoi sistemi per il monitoraggio delle transazioni relative alle criptovalute, e per questo motivo i cinesi potrebbero essere ancora più spaventati, dato che la repressione dei comportamenti illeciti in Cina è piuttosto pesante. 

È anche stato dato il via ad una nuova stretta sul mining  proibendo ai miner locali di avere accesso al mercato dell’energia elettrica. Chi vorrà continuare a minare lo dovrà fare con energia auto-prodotta. 

L’hashrate di Bitcoin, che era risalito ad oltre 170 Ehash/s ieri, oggi è tornato a circa 130, ovvero in linea con quello delle settimane precedenti. 

Data la situazione pericolante dei mercati finanziari cinesi, non stupisce che il governo cinese se la stia prendendo con gli speculatori, anche se costoro sono cittadini che investono i loro risparmi. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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