Anthony Scaramucci: il boom degli istituzionali non c’è stato
Anthony Scaramucci: il boom degli istituzionali non c’è stato
Criptovalute

Anthony Scaramucci: il boom degli istituzionali non c’è stato

By Marco Cavicchioli - 28 Set 2021

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Secondo il fondatore e CEO di Skybridge Capital, Anthony Scaramucci, il boom degli investimenti istituzionali in criptovalute in realtà non ci sarebbe ancora stato. 

Mentre da un lato è già dall’anno scorso che si parla di significativi investimenti degli istituzionali in criptovalute, ed in particolare in bitcoin (da quando si è innescata la nuova bullrun a fine 2020), dall’altro lato Scaramucci sostiene che non si sia affatto trattato di un boom di investimenti istituzionali. 

I gestori di fondi ancora titubanti sulle criptovalute

In una sua recente intervista pubblicata da Bloomberg, ha affermato che in realtà la stragrande maggioranza dei gestori di fondi è ancora titubante riguardo alle criptovalute ed alla tecnologia blockchain.

Stima che solamente il 10% degli operatori finanziari tradizionali abbia già investito in criptovalute, ed afferma: 

“Le istituzioni non ci sono. Chiunque ti stia dicendo che c’è un’adozione istituzionale in questo settore non è totalmente onesto, o sta vedendo qualcosa che io non vedo”. 

Ci sono alcuni grandi nomi che sono entrati in questo settore, ma sarebbero ancora pochi e con capitali molto ridotti. 

Secondo Scaramucci la volatilità dei prezzi e l’incertezza normativa stanno tenendo alla larga dal settore crypto molti gestori patrimoniali e stanno sollevando dubbi sull’idoneità delle criptovalute per gli investitori retail.

Sostiene anche che alla fine qualche grande banca potrebbe acquistare Coinbase, o qualcosa di simile, per realizzare la trasformazione più rapidamente di quanto si creda. 

Scaramucci in realtà è un sostenitore di Bitcoin, quindi queste sue parole probabilmente vanno interpretate come una sorta di previsione bullish. 

Anthony Scaramucci
Scaramucci sostenitore di Bitcoin

I nuovi investitori istituzionali

L’anno scorso, a fine settembre, il prezzo di BTC si aggirava attorno ai 10.000$, ma in seguito salì fino a superare i 40.000$ ad inizio gennaio. 

Allora molti dissero che tale salita poteva essere stata causata dagli investitori istituzionali, ma da lì a poco il prezzo si impennò nuovamente superando prima i 50.000$ e poi addirittura i 60.000$ a marzo.

Questa ulteriore crescita è stata attribuita agli investitori retail, condizionati dalle parole e dalle decisioni di Elon Musk e Tesla. 

Stando a quanto dice Scaramucci in realtà l’intervento degli istituzionali sui mercati crypto a fine 2020 fu marginale, suggerendo che potrebbe essere ancora maggiore nel caso in cui prima o poi si decidessero a fare davvero sul serio. 

Il fondatore di Skybridge ragiona su un orizzonte di lungo periodo. 

Non è affatto detto che preveda l’ingresso massiccio degli istituzionali sui mercati crypto a breve. Da ciò che ha detto nel corso del tempo riguardo Bitcoin si comprende che la sua valutazione su questo nuovo asset finanziario non si limiti affatto alle variazioni del prezzo di BTC da qui a qualche mese, ma che invece riguardi la sua evoluzione nel corso dei prossimi anni, o addirittura decenni. 

C’è ancora molto tempo prima che gli investitori istituzionali si possano convincere ad entrare in massa su questi nuovi mercati, come hanno già fatto in passato per altri mercati emergenti una volta diventati comuni.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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