Mercato NFT: moda passeggera o nuovo business duraturo?
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Interviste

Mercato NFT: moda passeggera o nuovo business duraturo?

By Vincenzo Cacioppoli - 4 Dic 2021

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Il mercato degli NFT è di gran moda al giorno d’oggi, ma non tutti ne comprendono il vero potenziale. La maggior parte delle persone pensa che sia un mercato dedicato esclusivamente all’espressione artistica digitale e lo scarta come se fosse un gioco d’azzardo o, ancora peggio, persiste la percezione che si tratti di qualcosa che è solo per i ricchi.

Il mercato degli NFT cambia il mondo dei creator

Da giornalista di economia confesso che credo che siamo davanti alle primissime immagini di una nuova era che impatterà sulla routine e il business di  tutti i creatori di contenuti: blogger, podcaster, youtuber, artisti, narratori, fotografi, praticamente tutti coloro a cui piace condividere contenuti di valore o che hanno un seguito sui social.

Provo a spiegarti perché la penso così e, soprattutto, come i content creator possano sfruttare questa opportunità.

Ma prima, capiamo cos’è un NFT. NFT sta per “token non fungibili”.  Possiamo considerarla come una risorsa digitale unica come un prodotto artistico, delle carte collezionabili, i meme, le gif, i clip video, le clip audio, i tweet, questo articolo che stai leggendo adesso o un ebook, praticamente tutto ciò che si può creare, archiviare e vendere sulla rete blockchain.

Una volta tokenizzati, questi asset possono essere acquistati, venduti e scambiati utilizzando le criptovalute. Ne abbiamo parlato con Giulia Brusco, una delle maggiori esperte di blockchain e criptovalute italiane, riconosciuta da Wirex e The Fintech Times tra le donne più influenti al mondo in ambito Crypto/Blockchain.

Tra le attività dell’ultimo anno ricordiamo la prima Crypto Academy italiana basata sull’esperienza di docenza degli ultimi dieci anni in ambito aziendale e accademico.

Giulia Brusco
Giulia Brusco

Intervista a Giulia Brusco

Ciao Giulia  mi spieghi cosa sono gli NFT e cosa vuol dire “Non Fungibile Token”?

“Fungibilità significa intercambiabilità. Quindi, due unità qualsiasi che possono essere scambiate in modo uniforme sono fungibili.

Diciamo che ti do una banconota da dieci dollari. Se in cambio mi dai due biglietti separati da cinque dollari ciascuno, siamo pari.  Questo accade perché ogni banconota da 5 dollari ha lo stesso valore, non importa quale. Quindi, il denaro o le valute legali sono beni fungibili. Allo stesso modo, bitcoin è un token fungibile.

Pensiamo invece a due copie di un libro di un autore famoso.  Potrebbero avere la stessa storia e la stessa copertina, ma una di queste copie è la prima edizione firmata dall’autore e, quindi, unica.

Quindi, non puoi scambiarli in modo uniforme e perciò non si possono definire fungibili.

Per i token si tratta dello stesso discorso, la loro caratteristica è proprio quella dell’unicità e della possibilità di non essere interscambiabili. Gli NFT ti permettono di avere una sorta di certificato digitale che quell’opera è tua ed immutabile”.

Ma quali sono i principali settori in cui gli NFT si usano e possono essere utilizzati in futuro?

“Davvero moltissimi, a cominciare dall’arte, dalla musica, dai giochi, e proseguire con lo sport, il mercato immobiliare, l’editoria, persino i tweet, come il primo di Dorsey venduto ad oltre 2 milioni di dollari.

A tal proposito, uno dei progetti che sto portando avanti grazie all’importante supporto della community Crypto/Blockchain è quello dello sviluppo di un mercato NFT sugli hashtag, che sta avendo un incredibile successo che ha sorpreso persino noi.”

Cioè voi cedete degli hashtag che diventano proprietà di chi li acquista?

“Diciamo che abbiamo creato un ecosistema in cui, registrandosi ad una piattaforma, è possibile entrare e partecipare a delle vere e proprie aste per acquistare hashtag legati a personaggi famosi, avvenimenti, città, eventi, parole, sport, trasmissioni televisive, brand famosi.

Insomma tutto quello che può diventare oggetto di un hashtag può diventare tuo proprio grazie al meccanismo degli NFT. Quindi, acquistandolo tu diventi unico proprietario di quell’oggetto, dal quale puoi ricavare token ogni volta che viene utilizzato. Funziona in maniera similare al tradizionalissimo diritto d’autore.

Interessante! Ma tu pensi che questa degli NFT sia una moda passeggera oppure può diventare un business che avrà un lungo futuro?

“Beh direi che dopo oltre dieci anni in questo mercato posso dire di averne viste davvero tante. Ed io credo, anzi sono sicura, che gli NFT, insieme alla Defi siano due delle più dirompenti risorse della blockchain e del mercato crypto, in grado di rivoluzionare il mondo della finanza tradizionale.

Il mondo dell’arte deve moltissimo a questa nuova opportunità di vendere le proprie opere. Le principali case d’aste, a cominciare da Christie’s e Sotheby’s, da qualche tempo hanno iniziato ad organizzare specifici eventi proprio in NFT.

Ma non pensi che se non hai già un gran seguito o una community ampia sia difficile fare soldi vendendo qualcosa di tuo con gli NFT?

“Se parliamo di community stai parlando con la persona giusta, perché è dal 2010 che porto avanti gruppi di lavoro in azienda e fuori e che supporto imprenditori e liberi professionisti a crearne di serie per molteplici motivi.

Dal lancio di un nuovo prodotto, all’introduzione di una linea aggiuntiva di produzione, dal portare avanti un’iniziativa di sostenibilità all’attività di personal branding.

Basta andare sul sito giuliabrusco.com o sui miei canali social per avere un’idea di cosa voglia dire sviluppare una community di successo.

Quindi la mia risposta è sicuramente che avere una community che ti segue e ha fiducia in te e in quello che fai è basilare soprattutto in un settore comunque innovativo e nuovo come questo.

Chiaramente si può sempre partire da zero, con le dovute difficoltà iniziali ma concettualmente se si ha un progetto conviene già ragionare in termini di tecnologia blockchain per garantire una scalabilità innovativa.

Allo stesso tempo potrei chiederti: perché ti preoccupi di trascorrere del tempo su Instagram, Facebook, Tiktok, Youtube, Linkedin o qualsiasi altra piattaforma di social media?

So che posso trovare delle opportunità. Ed io insegno anche come crearsi delle occasioni e delle opportunità in tempi rapidi grazie ad un uso professionale ed efficace dei canali social. Ragiona con me: ricordi lo scetticismo che c’era di fronte a Facebook nel 2005 quando era poco più che un diario?

Quindi tu consiglieresti di investire negli NFT adesso?

Assolutamente sì, ma allo stesso tempo bisogna avere gli strumenti giusti per sapere come affrontare questo mercato nuovo ed innovativo.

Bisogna affidarsi a mio avviso a degli esperti ed approcciare il mercato con il giusto spirito e con le idee chiare. È tutto ancora nella sua fase nascente, proprio come Internet del 1995. Questo è il Web 3.0.  Se tutto va bene, come credo, gli NFT saranno onnipresenti.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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