Kaspersky perde gli Stati Uniti
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Kaspersky perde gli Stati Uniti

By Vincenzo Cacioppoli - 29 Mar 2022

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La celebre società di software antivirus russa, Kaspersky, è stata inserita dagli Stati Uniti nella lista nera delle società pericolose per la sicurezza del paese.

La Federal Communications Commission degli Stati Uniti inserisce Kaspersky Lab nella lista nera

Il fornitore di anti malware Kaspersky Lab è stato inserito nella lista nera dalla Federal Communications Commission degli Stati Uniti, rispondendo a loro volta con uno statement ufficiale. Questa decisione è stata presa dal governo USA come misura sanzionatoria e difensiva dopo l’attacco della Russia all’Ucraina. 

La società russa è stata inserita nella lista nera dei fornitori di prodotti tecnologici al pari delle società cinesi (come Huawei e Zte). Per questo motivo non potrà più beneficiare dei sussidi che vengono erogati dal governo alle pubbliche amministrazioni (pari a circa 8 miliardi di dollari) per migliorare i sistemi di sicurezza informatici. Giovedì scorso la stessa FCC aveva inserito nella lista nera i due operatori telefonici cinesi ‘China Telecom’ e ‘China mobile’. 

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Il commissario della FCC Brendan Car spiega che:

“Questa è una misura che aiuterà gli Stati Uniti a proteggere le proprie reti dalle minacce poste da entità statali cinesi e russe che si impegnano in attività di spionaggio e danneggiano gli interessi dell’America. Svolgiamo un ruolo fondamentale nella protezione delle reti di comunicazione della nostra nazione e mantenere aggiornata la lista è il modo migliore che abbiamo per fare proprio questo.”

In realtà già nel 2017, per decisione dell’allora presidente degli USA Donald Trump, il governo federale aveva invitato tutte le pubbliche amministrazioni a sostituire dai loro sistemi informatici i software della società russa, la quale potrebbe riscontrare seri problemi di immagine più che economici.

L’Europa concorda con la decisione presa

Più preoccupante invece potrebbe essere la decisione assunta da Roma e Berlino, che nei giorni scorsi hanno definito i software antivirus di Kaspersky potenzialmente pericolosi per la sicurezza nazionale.

In una nota dell’agenzia di cybersicurezza nazionale italiana si legge:

 “Occorre considerare le implicazioni di sicurezza derivanti dall’utilizzo di tecnologie informatiche fornite da aziende legate alla Federazione Russa. Tra le tecnologie a rischio, particolare rilevanza assumono quelle di sicurezza informatica per l’elevato livello di invasività rispetto ai sistemi su cui operano”

Mentre la BSI tedesca (agenzia dei servizi segreti) cita espressamente la società come pericolosa per la sicurezza dell’informatica del paese. In un comunicato, BSI invita caldamente le aziende pubbliche e private ad eliminare eventuali software della società russa dai loro sistemi informatici. In particolare si legge che:

“BSI consiglia di sostituire le applicazioni del portafoglio di software di protezione antivirus di Kaspersky con prodotti alternativi”

Fondata durante la fine degli anni ’90 da Eugene Kaspersky, l’azienda produce uno dei sistemi di sicurezza per pc maggiormente usati nella nostra pubblica amministrazione, ed è diffusissimo anche nel settore privato. La società ha sede a Mosca e malgrado abbia rassicurato più volte di non aver nessun tipo di legame con il governo russo, rischia comunque di subire un colpo pesantissimo sul piano economico. 

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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