Il curioso caso del prezzo delle uova dal punto di vista del Bitcoin
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Il curioso caso del prezzo delle uova dal punto di vista del Bitcoin

By George Michael Belardinelli - 7 Giu 2022

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La Fed di St Louis con dei grafici a barre rapporta il prezzo di un cartone di uova in dollari da gennaio 2021 ad oggi e successivamente lo fa sostituendo al dollaro americano il Bitcoin. 

L’analisi dell’utilizzo del Bitcoin per l’acquisto delle uova

fred uova prezzo
Il prezzo medio per una dozzina di uova

Nel primo grafico si evince come in un anno e mezzo con una discreta volatilità il prezzo sia cresciuto in maniera costante in un range che va da un minimo di 1,47 dollari a un massimo di 2,52 dollari americani. 

Nel secondo, invece, si vuole mettere in risalto cosa accadrebbe se potessimo comprare beni di prima necessità in BTC. 

Il secondo grafico oltre ad evidenziare una volatilità intuibilmente maggiore, come potrebbe immaginare chiunque non sia alle prime armi di criptovalute, fa notare come il prezzo in egual modo sia in ascesa. Inoltre, ci sono da considerare le commissioni che variano da 2,00 dollari a 50,00 dollari in alcuni casi. 

Il prezzo ovviamente per facilità di comprensione parlando di numeri di grandezza enormemente differenti (1 Bitcoin = $29.563,20 al momento della scrittura) è tradotto in satoshi, l’unità di misura convenzionale più piccola del Bitcoin. 

Queste evidenze, come direbbe un grande filosofo contemporaneo, portano a una facile conclusione in cuor nostro, ma la risposta è sbagliata. 

Tutto porta a denigrare il BTC e a farci capire quanto sia inapplicabile e inaffidabile almeno in termini di volatilità nella vita reale. Tuttavia il quadro è parziale ed è stato preso a riferimento solo l’ultimo anno e mezzo non a caso. 

Il Bitcoin come oggetto di studio per il suo utilizzo nella vita quotidiana 

Allargando il grafico a qualche anno o addirittura alla nascita del Bitcoin, si evince come progressivamente sia sempre più conveniente l’utilizzo di BTC nella vita reale rispetto al dollaro e questo assunto è sorretto da due fattori principali: la natura inflattiva della moneta Fiat (aiutata dalla emissione a pioggia di dollari da parte della Fed negli ultimi due anni che ora si ritrova a un repentino dietro front con politiche aggressive di rialzo dei tassi) o meglio la natura deflattiva del Bitcoin e gli accorgimenti per rendere questo più appetibile alle masse. 

La dozzina di uova che la Federal Reserve of Economic Data tratta rimarrà per un bel po’ ancora oggetto di scambio in dollari americani e non si può brindare ad un avvento di massa del Bitcoin nelle tasche (virtuali) degli americani, ma c’è la sensazione che se non in Bitcoin, forse in USDT o una futura CBDC.

Che sia un segnale rialzista o meno non è dato saperlo ma è certo che almeno nel lungo periodo qualcosa bolle in pentola. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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