Paul Krugman teme che la bolla delle criptovalute stia per esplodere
Paul Krugman teme che la bolla delle criptovalute stia per esplodere
Criptovalute

Paul Krugman teme che la bolla delle criptovalute stia per esplodere

By George Michael Belardinelli - 8 Giu 2022

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I presagi di una debacle delle criptovalute non sono cosa nuova e Paul Krugman, premio nobel per l’economia, lo riconferma. 

Paul Krugman prevede un grande crash nel settore delle criptovalute

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Secondo Paul Krugman le criptovalute non hanno alcuna base solida e sono pronte per scoppiare

Negli anni si è criticato molto questo asset, dapprima per la novità che esso rappresentava con l’avvento della blockchain e di Bitcoin, che segnavano un solco troppo netto rispetto al passato, generando sospetto. Poi con il passare del tempo il mercato ha raggiunto una capitalizzazione di 3 miliardi di dollari e le critiche sono diventate sempre più frequenti, fino ad arrivare ai timori di un crollo dell’asset a causa di una bolla non più sostenibile. 

La bolla che ricalca quanto successo nel 2008 in stile Dot-com è stato il primo modello preso ad esempio, ma oggi ne arriva un altro altrettanto famoso nel mondo della finanza.

L’economista e premio Nobel del 2008, Paul Krugman, ritiene che le criptovalute stiano andando dritte a una debacle senza precedenti con lo scoppio di una bolla del tutto simile a quella del mercato immobiliare e dei mutui subprime. 

In un articolo sul New York Times il premio Nobel definisce l’asset così:

“È una casa costruita non sulla sabbia, ma sul nulla”.

Krugman paragona le criptovalute alla bolla immobiliare e alla crisi dei subprime. 

La paura che le criptovalute non abbiano nessun valore intrinseco

Circa lo stato attuale delle criptovalute il luminare, nonché vincitore del premio Sveriges Riksbank per le scienze economiche per la sua analisi dei modelli commerciali e dell’ubicazione dell’attività economica, ha fatto riferimento a The Big Short per spiegare la situazione attuale. 

Gli investitori nella bolla descritta nel libro scommettevano sulla proposizione che:

“L’enorme aumento dei prezzi delle case negli anni precedenti la crisi (immobiliare e dei mutui subprime) era una bolla, e molti dei gli strumenti finanziari apparentemente sofisticati che hanno contribuito a gonfiare gli alloggi si sarebbero alla fine rivelati come spazzatura senza valore. Semplicemente non sembrava plausibile che i mercati, e la saggezza convenzionale che diceva che i mercati andavano bene, potessero essere così sbagliati ma lo erano. Lo stato attuale delle criptovalute”.

Facendo riferimento alla Federal Trade Commission (FTC), Krugman afferma che le crypto si stanno traducendo nel mezzo di pagamento preferito da molti truffatori e che il crollo della stablecoin algoritmica UST fosse prevedibile. Secondo il premio Nobel non era da considerare neanche una moneta. 

Krugman continua poi dicendo:

“Sembra estremo e non plausibile suggerire che una classe di attività che è diventata così grande, i cui promotori hanno acquisito così tanta influenza politica, possa non avere alcun valore reale che sia una casa costruita non sulla sabbia, ma sul nulla. Però ricordo la bolla immobiliare e la crisi dei mutui. E se me lo chiedi, sembra che siamo passati dal Big Short al Big Scam”.

Alludendo non poco al fatto che sia possibile per quanto incredibile che qualcosa di così affermato si riveli un mondo effimero che crolla su se stesso. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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